Al medico in servizio è stato imposto di lavorare dalle 14:00 alle 08:00 del giorno successivo
CORIGLIANO ROSSANO (CS) – L’arrivo dell’attuale massima carica della sanità calabrese nella sibaritide aveva lasciato ben sperare. L’incontro tra il commissario al piano di rientro dal debito sanitario Saverio Cotticelli, con i sindaci del circondario e i vertici dell’Asp di Cosenza sembrava fosse stato un successo. In realtà la promessa di maggiori attenzioni per i presidi sanitari della fascia jonica cosentina è ben lontana dall’essere mantenuta. Anzi, sembrerebbe già esser stata disattesa. La paventata chiusura notturna del Pronto Soccorso di Corigliano infatti è stata scongiurata, ma a caro prezzo. Il medico che venerdì era in servizio a seguito di tale decisione è stato costretto a lavorare 18 ore per coprire la fascia andava dalle 14:00 alle 08:00 del giorno successivo. Ovviamente da solo.
Una pratica illegale che pone a rischio sia l’incolumità dei professionisti che subiscono un carico di stress enorme, sia dei pazienti visitati da personale stremato. Il tutto con la benedizione dei dirigenti della sanità cosentina che dovrebbero invece lavorare per garantire il rispetto delle norme di sicurezza sul lavoro e i livelli essenziali di assistenza. Per una notte, poco conta, avranno pensato. Da ieri invece il medico che copre il turno in Pronto Soccorso, non è un dottore specializzato in Medicina di Emergenza – Urgenza. Per sopperire alla carenza di personale infatti l’unico medico che presidia il Pronto Soccorso viene quasi ‘sorteggiato’ tra quelli disponibili negli altri reparti. Oggi l’oncologo, domani l’ortopedico e chissà magari nel week end a soccorrere le emergenze notturne vi sarà un oculista. Intanto il Pronto Soccorso di Rossano esplode. Nella notte appena trascorsa sono stati ben 40 gli accessi con un numero di sanitari così risicato da rendere una vera e propria impresa eroica riuscire a far fronte a tutte le emergenze.
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