Da quattro mesi i dipendenti del consorzio di bonifica attendono lo stipendio. Fai-Cisl ,Flai-Cgil, Uila E Filbi Uil si appellano alla Regione e proclamano lo stato di agitazione
I dipendenti del consorzio di bonifica integrale dei bacini dello jonio cosentino con sede a Trebisacce attendono l’erogazione degli stipendi da quattro mesi. Un motivo che ha costretto i sindacati Fai-Cisl ,Flai-Cgil, Uila E Filbi Uil a proclamare lo stato di agitazione.
«È un problema – dichiarano in proposito Antonio Pisani di Fai-Cisl Cosenza, Silvano Lanciano di Flai-Cigl comprensoriale, Antonio De Gregoririo di Uila Uil e l’Rsa Filbi Marco Stllitano – che si presenta ormai ciclicamente, e a pagarne le conseguenze sono purtroppo i lavoratori e le loro famiglie, ormai messi in ginocchio dai reiterati ritardi nella corresponsione delle mensilità dovute. La situazione è grave e la misura è colma. Si teme che, in mancanza di risposte chiare e soluzioni soddisfacenti, il disagio e il malcontento tra i lavoratori possano generare clamorose forme di protesta».
In considerazione di ciò, Fai, Flai e Uila Intendono, nei giorni che verranno, intraprendere tutte quelle iniziative al fine di tutelare lavoro, lavoratori e famiglie. Non si escludono dimostrazioni sindacali anche eclatanti, a garanzia dei lavoratori.
«La Bonifica – specificano ancora i sindacalisti – è un comparto strategico per la nostra regione. Deve essere chiaro come l’Ente consortile eserciti una funzione imprescindibile, non solo per gli agricoltori, ma per tutte le categorie produttive. Ci troviamo in un territorio ormai flagellato da numerosi eventi di natura franosa e di carattere tellurico, che necessita della continua, quotidiana e puntuale opera di manutenzione dei lavoratori del Consorzio di Bonifica».
Fai-Cisl ,Flai-Cgil, Uila e Filbi Uil, chiedono perciò alla Regione Calabria e al Dipartimento dell’Agricoltura di tenere in massima considerazione la situazione del Consorzio di Bonifica. Chiedono inoltre più attenzione, rispetto al ruolo dell’ente consortile, «per consentirgli di svolgere adeguatamente le attività di salvaguardia e manutenzione del territorio». Le organizzazioni di categoria terminano ribadendo «con fermezza, la necessità da parte della Regione Calabria, di avviare quei necessari e immediati provvedimenti al fine di evitare disagi all’Ente, ai lavoratori e al territorio in termini di servizio irriguo e di tutela ambientale».
