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A Roseto Capo Spulico tornano le rose

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Inizia la fase attuativa del progetto “I figli delle rose” un’iniziativa che ha come obiettivo la costruzione di nuove possibilità formative per i ragazzi con diverse abilità, attraverso le rose

 

ROSETO CAPO SPULICO –  Tornano le rose nella città della rose, ma queste saranno rose speciali. E’ di pochi giorni fa la presentazione delle fasi operative della progettualità presentata questa estate e che da subito aveva suscitato nella comunità un notevole interesse.  Proprio nei locali dell’Antico Granaio di Roseto Capo Spulico ha avuto inizio la il progetto “i figli delle rose”.  Un importante incontro di idee e progettualità finalizzate alla creazione di una rete sociale che possa dare opportunità concrete grazie a strumenti come laboratori dedicati a ragazzi speciali.

 

A presentare le fasi e le tempistiche progettuali accanto al Sindaco Rosanna Mazzia, la delegata alle Politiche Sociali Lucia Musumeci, il pedagogista Guido Valenzano, il neuropsichiatra  Nicola De Rasis, e l’avvocato Luciano Ricci, responsabile della cooperativa solidale “Solid Ale Beer”, una realtà imprenditoriale calabrese che produce una birra artigianale davvero speciale, i ragazzi che vi lavorano sono tutti affetti dalla sindrome di down.

“Siamo molto orgogliosi di consegnare alla comunità di Roseto questo progetto sociale e di vederlo crescere nelle mani dei nostri ragazzi speciali. La progettualità, “I figli delle Rose” è legata alla storia e alla cultura di Roseto Capo Spulico” dichiara il sindaco Mazzia ” inoltre si propone di coniugare il meglio di Roseto: la sua storia, la sua bellezza, la sua capacità di guardare all’insieme della comunità e alla valorizzazione di tutte le sue risorse, comprese quelle umane, senza alcuna distinzione.

Siamo orgogliosi,” conclude Rosanna Mazzia ” che questo nostro germoglio sia stato valutato positivamente dalla Giuria d’Onore del Premio 100 Mete d’Italia. Vogliamo che da questo seme piantato nascano bellissimi fiori, e che questi fiori crescano accuditi dall’amore di un’intera comunità.”

Il progetto “I figli delle rose” sarà realizzato grazie al contributo delle professionalità locali e dopo gli incontri individuali, coordinati da esperti del settore, si darà inizio alle attività di lavoro vero e proprio, con la piantumazione e la coltivazione delle rose, ed in un secondo tempo alla loro trasformazione. Alle rose, infatti, si lega in maniera imprescindibile la storia di Roseto, sin dalle sue origini, dalla Civitas Rosarum che forniva i petali per i cuscini delle principesse sibarite, alla Rosa Damascena, emblema legato alla vita e alle opere di Federico II di Svevia.

Il progetto, già nelle sue prime fasi, ha regalato una prima grande soddisfazione alla Comunità di Roseto Capo Spulico. Difatti, a Palazzo Madama, il 6 dicembre 2018, la Città delle Rose è stata selezionata tra le 100 mete d’Italia, nella categoria Melograno, premio riservato ai Comuni che si sono distinti per attività sociali rivolte a famiglie, giovani, anziani e disabili, nonché per aver favorito l’integrazione.