Qui CoriglianoRossano
Tribunale di Cosenza Registro Stampa n. 3/2019 Direttore Responsabile Simona Gambaro
P.IVA 03005460781

Omicidio Longobucco

Omicidio Longobucco, i Ris rilevano due Dna a casa della vittima

2538

Si profila una svolta nelle indagini del boss coriglianese trovato morto nelle acque del porto di Schiavonea lo scorso 17 dicembre

 

Potrebbero portare ad una svolta nelle indagini dei carabinieri della Compagnia di Corigliano guidata dal capitano Cesare Calascibetta, coordinate dal sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro Alessandro Riello, sull’omicidio di Pietro Longobucco, di 51 anni, ritenuto boss di ‘ndrangheta coriglianese.

Come si ricorderà era stato trovato cadavere nelle acque antistanti il porto di Schiavonea, lo scorso 17 dicembre.

La svolta nelle indagini, come accennato, potrebbe risultare dal lavoro che gli uomini del Reparto investigazioni scientifiche (il Ris) di Messina e il personale specializzato del Nucleo Operativo della Compagnia dei carabinieri di Corigliano Calabro, stanno effettuando da stamattina nell’abitazione di Longobucco.

La casa è stata posta sotto sequestro la settimana scorsa dal Nucleo Radiomobile dei carabinieri e ne è stato interdetto l’accesso. All’interno dell’appartamento sono state trovate tracce di sangue e di due diversi tipi di Dna.
Sono proprio le due diverse tracce biologiche a lasciare supporre che il cinquantunenne abbia avuto in casa, prima di essere ucciso con tre colpi di pistola, una colluttazione con l’omicida. Una delle ipotesi probabili è che Pietro Longobucco possa essere stato ucciso nella sua abitazione per poi essere trasportato dal Fiorino, pure questo, ritrovato nelle acque del porto di Schiavonea dopo il corpo del boss.