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I segni della mareggiata che ha colpito Sant'Angelo

Mareggiata, il Pd propone un tavolo tecnico per la salvaguardia della costa

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Il Pd propone di attivarsi subito per evitare l’aggravarsi di fenomeni erosivi, anche per salvaguardare una delle principali economie della città di Corigliano Rossano, il turismo

 

La mareggiata del 14 febbraio scorso ha lasciato il segno. E non solo sulla spiaggia. Nella discussione in atto in questi giorni, anche il Partito democratico cittadino ha voluto dire la sua proponendo un’idea di salvaguardia.

«Gli effetti dei cambiamenti climatici determinano, con sempre più frequenza, fenomeni naturali di portata eccezionale o addirittura inusuali alle nostre latitudini. Le recenti trombe d’aria – scrivono i dem di Corigliano Rossano in una nota – che hanno interessato il litorale ionico e le forti mareggiate di questi ultimi giorni ne sono la prova. Da più tempo le coste calabresi sono interessate da processi erosivi rilevanti, basti pensare che lungo il litorale tirrenico  violenti  mareggiate hanno divorato metri di spiaggia fino ad interessare le principali arterie di collegamento con ingenti danni sia alla rete ferroviaria che alla Strada Statale 18. Anche il litorale jonico della Provincia di Cosenza non è dispensato da questi fenomeni e se prima erano concentrati nell’intorno della foce del Trionto ed a Sud di esso, oggi si estendono ad altri porzioni del litorale, soprattutto in prossimità dei torrenti maggiori, interessando anche aree densamente urbanizzate ed attrezzate dal punto di vista turistico».

Gli ultimi eventi che hanno interessato la costa di Corigliano-Rossano, ed in modo particolare la zona di Galderate, Torrepinta e Balanello del litorale di Rossano e il lungomare di Corigliano, «hanno destato enorme preoccupazione – avanzano – soprattutto tra i residenti e tra gli operatori turistici, alcuni dei quali hanno subito ingenti danni alle strutture ed alle attrezzature. I flutti hanno interessato anche il lungomare di recente realizzazione portando su strada e marciapiedi detriti e ramaglie e lasciando, nel ritrarsi, uno dislivello di oltre 1 metro, che mette a rischio le opere stradali ed i relativi sottoservizi, quasi ad individuare la nuova barriera frangiflutto decisa da “Madre Natura”».

Il Partito democratico, dunque, propone di attivarsi subito per evitare l’aggravarsi di questi fenomeni erosivi, anche per salvaguardare una delle principali economie della città di Corigliano Rossano, e consentire una regolare riapertura degli stabilimenti nella prossima stagione estiva, attraverso le seguenti iniziative. Propongono quindi una «ricognizione dei danni da parte dei tecnici comunali coadiuvati da personale della Protezione Civile Regionale»; di richiedere l’inserimento dell’area Galderate, Torrepinta, Balanello fra le aree «a forte rischio erosione costiera e quindi individuazione di soluzioni tecniche da sottoporre ad approvazione, necessario presupposto alle richieste di finanziamento»; di rivendicare, ancora, «riconoscimento di aiuti economici in favore degli operatori turistici che hanno subito danni alle attività in termini di esonero totale o parziale dei canoni demaniali di occupazione per la stagione estiva 2019».

Il Pd cittadino, inoltre, chiede l’attivazione di tavolo tecnico da parte del Comune con Protezione Civile, Arpacal, Autorità di Bacino del Distretto meridionale, Capitaneria di Porto, Agenzia del Demanio, Settore Demanio Idrico Regione Calabria, Settore Demanio Marittimo Regione Calabria, «al fine di valutare la possibilità di ripascere artificialmente le spiagge erose con l’ottimo materiale presente negli alvei di fiumi e torrenti comunali, previo piano di caratterizzazione, ancora sovralluvionati dopo gli eventi del tragico 12 agosto 2015. Ciò con la duplice valenza di ripulire e risagomare i torrenti, e quindi aumentarne l’officiosità idraulica, e ricostituire le spiagge con materiale buono, a costo zero e che la natura violata, in altri tempi, avrebbe portato naturalmente a rinnovare gli arenili, evitando, come accaduto negli anni passati, che gli operatori turistici facciano da loro e con materiale inidoneo, che non farebbe altro che aggravare un processo naturale, ahinoi, avanzato. Le soluzioni ci sono – terminano dal Pd – basta perseguirle con serietà e caparbietà».