La chiusura del Canale degli Stombi sta provocando danni all’ecosistema marino. La senatrice pentastellata invita gli enti preposti a fare in fretta, prima che sia troppo tardi
Le polemiche attorno all’insabbiamento del Canale degli Stombi, la via di “collegamento” fra i Laghi di Sibari e il mare, in questi giorni non mancano. Una condizione, ovvero l’impossibilità di entrare e uscire con le imbarcazioni dal più grande porto turistico d’Europa, che sta generando malessere diffuso da anni. Un “patrimonio” di enestimabile valore turistico, e quindi anche economico, che sta andando in malora da anni solo perché non si riesce d individuare una soluzione al perenne insabbiamento del canale, dovuto alle correnti marine ed al Crati.
Il comune di Cassano si era impegnato ad aquisire una draga, poi il balletto delle competenze sul canale stesso fra provincia, regione, ente di bacino, comune, stanno facendo il resto.
Ieri, frattanto, è intervenuta anche la senatrice pentastellata Rosa Abate, preoccupata dall’ecosistema marino dei Laghi sempre più precario proprio a causa della mancanza di ricircolo e di ossigenazione delle acque. Con conseguente moria di pesci e proliferazione delle alghe.
«Ho sentito in questi giorni la Commissione straordinaria del comune di Cassano All’Ionio per discutere della situazione dell’insabbiamento del Canale degli Stombi. In queste ore è stata pubblicata la determina sul sito del Comune – spiega la senatrice – con la quale viene affidata la progettazione definitiva ed esecutiva degli interventi di mantenimento dell’efficienza idraulica della foce del Canale degli Stombi. È partita anche la procedura di gara per l’acquisto degli elementi mancanti al completamento della benna dragante. Nel frattempo gli uffici preposti hanno perfezionata la campagna di indagine sulle sabbie emerse e sommerse, in corrispondenza della Foce del Crati, al fine di ottenere la relativa autorizzazione regionale per il ripascimento in loco. Per come sembra pare che la sabbia dei cumuli possa essere utilizzata fermare l’erosione costiera e consolidare uno dei moli seriamente provati dalle correnti. Per questo motivo è stato avviato e quasi completato l’iter autorizzativo regionale. Ma non tutto procede per il meglio e, quindi, bisogna fare in fretta».
La senatrice evidenzia anche come stiano iniziando a vedersi i primi “sintomi” legate alla chiusura delle porte vinciane (aprono e chiudono il canale alle imbarcazioni) e del poco ricircolo d’acqua.
«Il ricambio sarebbe fondamentale – aggiunge la Abate – perché la fauna del complesso nautico è essenzialmente marina e i liquidi non possono ristagnare per troppo tempo. A causa di questa situazione sono aumentati i processi di eutrofizzazione delle acque delle darsene. La scarsa ossigenazione ha portato, in particolare, allo sviluppo anomalo di alghe e alla moria di pesci e bivalvi. Il micro ecosistema dei Laghi comincia a subire delle ripercussioni importanti. La situazione non è pericolosa né drammatica ma non bisogna mai essere sordi e ciechi ai segnali lanciati dall’ambiente. Bisogna agire ancora più in fretta affinché si risolva il problema e si evitino danni maggiori».
