Luigi Abbruzzese è stato condannato ad un anno e sei mesi per porto abusivo d’arma. L’accusa aveva chiesto una condanna a due anni
CASSANO IONIO (CS) – Ieri è stato deciso con rito abbreviato il processo a carico di Luigi Abbruzzese, attualmente detenuto presso la casa circondariale di Nuoro, accusato di ricettazione e introduzione clandestina di armi. Il Gup Collitta del Tribunale di Castrovillari ha accolto le tesi difensive rappresentate dagli avvocati Giorgia Greco e Cesare Badolato, riqualificando il reato e condannando l’imputato ad un anno e sei mesi contro i due richiesti dall’accusa.
Il blitz che portò all’arresto scatto poco dopo l’alba del 18 agosto 2018 in una villetta di Cassano Ionio. Fu sottoposto a sequestro molto denaro contante e un documento falso. Avrebbe trascorso 4 anni in Germania prima di tornare in Calabria. Luigi Abbruzzese, 29 anni è figlio di Francesco Abbruzzese, 48 anni, alias Dentuzzu, ritenuto il fondatore dell’omonimo clan degli zingari, e attualmente detenuto in regime di 41bis per una condanna definitiva all’ergastolo, per alcuni omicidi.
Luigi Abbruzzese era stato condannato nel processo “Gentleman“ a 20 anni di carcere perchè ritenuto a capo di un’associazione dedita al narcotraffico. Abbruzzese secondo gli inquirenti, aveva preso in mano le redini del sodalizio fondato dal padre, ed era considerato il reggente del clan. Importava con la sua organizzazione cocaina dalla Colombia, eroina dall’Afghanistan e marijuana dall’Albania.
La sua latitanza durava da due anni. Durante la cattura furono poste sotto sequestro due pistole e Abbruzzese fu accusato di ricettazione e introduzione clandestina. Ieri durante la discussione davanti al Gup Collitta, la difesa aveva fatto presente al giudice che non sussisteva la clandestinità dell’arma perché essendo una pistola glock di matrice tedesca regolarmente acquistata in Germania, era ricompresa tra quelle del banco di prova italiano anche perché Italia e Germania entrambe avevano aderito alla convenzione di Bruxelles per ciò che concerne le armi. Il gup ha accolto le tesi della difesa ed ha dichiarato prescritto il delitto di ricettazione e riqualificato quello di introduzione clandestina dell’arma nel territorio dello stato in porto abusivo. (d.f.)
