Mentre a Milano, Roma e Torino c’è la fila ai gazebo per le primarie con cui il Partito Democratico sceglierà il nuovo segretario del partito, Cassano si dimostra in controtendenza e non si presentano nemmeno gli scrutatori
Figure da Pd a Cassano. Stamattina doveva aprirsi a Cassano centro l’unico seggio delle primarie Pd per scegliere il nuovo segretario nazionale del partito. Ma Cassano ancora una volta si dimostra in controtendenza e si presenta soltanto il presidente, mentre i due scrutatori disertano.
Il presidente è Antonino Mungo che non può fare altro che constatare la dipartita di un raggruppamento politico già agonizzante. A Cassano più che in altre parti d’Italia. Mungo nel verbale scrive testualmente: «Non si presentano i due scrutatori». E Poi verbalizza quella che è la sintesi di un partito anche a Cassano, provato da tante vicissitudini: «Non si riesce a trovare una surroga, pertanto si dichiara chiuso il seggio alle ore 9:00».
E la sede del partito di Corso Garibaldi a Cassano resta vuota di un futuro che forse non ci sarà. Non sono riusciti a trovare due scrutatori e se riusciranno a rintracciare elettori lo scopriremo a Cassano nella primavera 2020, quando si dovrebbe probabilmente votare (dopo lo scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose) e dove la Commissione straordinaria ha richiesto ed ottenuto una ulteriore proroga di sei mesi che terminerà a novembre 2019.
