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Sauve intimidazioni

Sauve: tre intimidazioni, un pignoramento e mille dubbi

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Per anni Minerva, Maregolf e Marlusa, i tre villaggi di Sauve con 3.500 posti letto e 500 dipendenti, sono diventati la terza struttura più grande d’Italia nel settore

 

CASSANO – Sauve, l’imprenditore del turismo a Sibari, subisce in dieci giorni tre violente intimidazioni: due incendi di chiara matrice dolosa, che hanno distrutto migliaia di metri quadri e causato ingenti danni alla struttura e un terzo avviso, che ha interessato l’auto di un collaboratore. Sauve mette, quindi, mano ai microfoni e attira a sé interesse mediatico: «Sono un imprenditore impegnato in una realtà turistica della Sibaritide, in Calabria, che, dopo molti anni di lavoro, nonostante le immense difficoltà ad operare in questo territorio, è diventata la terza struttura turistica più grande d’Italia e offre lavoro in una zona con un’altissima percentuale di disoccupati. La struttura corre il rischio di non riaprire per la prossima stagione turistica, lasciando disoccupati oltre 500 lavoratori calabresi impegnati in modo diretto nell’albergo, oltre all’indotto che ruota attorno alla struttura. Purtroppo, assai modesto è stato l’interessamento delle istituzioni e dei media. La Calabria sembra dimenticata e isolata. Quello che succede in Calabria spesso non riesce a varcare i confini regionali. I coraggiosi imprenditori del territorio, che non hanno avuto paura di credere e investire nello sviluppo della Calabria, insieme alle altre componenti della società civile e delle istituzioni locali, vogliono reagire, condividendo e sottoscrivendo un “Patto della legalità per la Sibaritide” nel corso dell’evento #SenzaStatoMollo».

Ed ecco che le istituzioni, la Chiesa, persino l’antimafia accorre numerosa, non può fare altrimenti, nel dubbio.

Si dà il via alla manifestazione #SenzaStatoMollo, con una grande folla, anche perché per anni Minerva, Maregolf e Marlusa, i tre villaggi di Sauve con 3.500 posti letto e 500 dipendenti, sono diventati la terza struttura più grande d’Italia nel settore. Il giorno dopo l’evento #SenzaStatoMollo organizzato per sottoscrivere il “Patto della Legalità per la Sibaritide”, l’imprenditore Luigi Sauve, organizzatore della manifestazione, ha ringraziato la dottoressa Rita Guida presente all’evento in rappresentanza della Commissione Straordinaria che amministra il Comune di Cassano all’Ionio: «Gentile dottoressa Guida, volevo ringraziarla per l’inaspettata quanto gradita e importante presenza all’incontro di ieri. Ho apprezzato il suo intervento e spero che tutto ciò serva a infondere serenità e fiducia a questo territorio così difficile».

Ma dopo un mese circa l’atteggiamento di Sauve nei confronti dei commissari registra un lieve cambiamento.

Soprattutto dopo che l’Agenzia delle Entrate ha avuto il compito di pignorare alle due società dell’ingegnere che gestiscono i villaggi (Segea e Sifin) beni per circa 250 mila euro.

Il commissario Muccio al Corriere dice: «La questione non riguarda solo Sauve ma anche altri, sono atti dovuti: lui verrà convocato in settimana con l’obiettivo di dilazionare i pagamenti. Sarebbe da pazzi mettere in difficoltà un imprenditore così prezioso per il territorio, gli ho suggerito di fare istanza al fondo di solidarietà per le vittime del racket». La sua collega Rita Guida, preposta alle finanze del Comune, precisa che i funzionari alle loro dipendenze vengono anch’essi dall’esterno, secondo legge. Poi contrattacca: «Sauve non paga le tasse, ha accumulato due milioni di debiti, per una parte ha accettato una rateizzazione a 48 mesi, ma le cartelle esattoriali notificate sono andate a ruolo dell’Agenzia delle Entrate. L’Agenzia si muove per conto suo, pensare che un impiegato comunale possa dirle cosa fare, significa non sapere nulla».

L’ultima parola passa alla Procura.