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Amministrative. Bruno (Mov. Vita): “Non fallire l’opportunità Fusione”

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Bruno, presidente del Movimento per la vita Corigliano Rossano dichiara: “Gli elettori privilegino i valori della solidarietà e non gli interessi individuali”

 

CORIGLIANO ROSSANO – Natale Bruno, presidente del “movimento per la vita Corigliano Rossano” intervenendo al convegno annuale del Movimento pro life dal titolo “è vita, è futuro” ospitato nei giorni scorsi nell’aula Magna dell’Itas-Itc di Rossano ha inviato a candidati e cittadini un messaggio: “I candidati prediligano tutela e promozione della dignità umana. Altrimenti la fusione sarà un fallimento. E la prima responsabilità resta quella degli elettori. Privilegino i valori della solidarietà e non gli interessi individuali, spesso occulti, di quanto ambiscono soltanto a soddisfare sete di potere. Attraverso l’aiuto delle associazioni porre attenzione ai più deboli e a chi è in difficoltà economica.”

Organizzato secondo le indicazioni della Cei e del Movimento per la Vita Italiano, all’evento hanno partecipato numerose autorità della comunità ecclesiale, sociale e politica del territorio. “La nuova e grande città unica”, ha dichiarato Bruno “deve essere realmente una opportunità per tutti i cittadini, in modo particolare per le famiglie e per le persone che vivono in gravi difficoltà e non una occasione per pochi.

Il Movimento per la Vita auspica che corigliano rossano possa essere un esempio per la Calabria e l’Italia per la sua dimensione umana e solidale; partendo” ha chiarito “dalla mission del Movimento: riconoscere la dignità della vita attraverso azioni e attenzioni come, ad esempio, quello già avvenuto di aver riservato un apposito spazio ai bimbi non nati nel cimitero di Rossano.

La fusione potrà dirsi un successo” è andato avanti “soltanto se si sarà in grado di garantire un presente ed un futuro dignitoso ed accogliente, di creare una città giovane a misura di bambino, con gli opportuni servizi e un autentico senso civico. In questa sfida etica, culturale e spirituale” ha concluso Bruno “l’imperativo categorico deve essere l’onestà e la credibilità di chi l’amministra e rappresenta.”