Parte da Cassano l’appello al Ministro Bussetti del Miur: in pericolo l’uguaglianza nell’Istruzione pubblica. Dora Trinchi, presidente dei Liberal Democratici Calabria e responsabile nazionale del dipartimento di Pubblica Istruzione dice “No” alla regionalizzazione
CASSANO – “No” alla regionalizzazione dell’Istruzione da parte di Dora Trinchi, presidente dei Liberal Democratici Calabria e responsabile nazionale del dipartimento di Pubblica Istruzione: «La scuola italiana non ha pace, dopo tante riforme scellerate, con il Governo del cambiamento ci saremmo aspettati una riforma rivoluzionaria che rendesse giustizia agli insegnanti e agli studenti. Dobbiamo, invece, prendere atto della volontà di questo stesso Governo di voler procedere alla regionalizzazione in seguito alla richiesta giunta dal Veneto. Questo “tornare indietro” abbraccerebbe tutti i campi tra cui l’Istruzione. Di certo dove c’è un’economia forte è facile pensare ai fatti propri, il problema se lo pongono e lo subiscono quelle regioni lasciate indietro in tutti i programmi discriminatori dei Governi precedenti che hanno privilegiato alcune regioni a scapito di altre, sacrificate e mortificate da decenni di politica schierata, che volutamente le ha lasciate sprofondare nella povertà e nel sottosviluppo, parlo delle regioni del Sud annientate in favore di quelle del Nord».
In questo momento i programmi di tutti i gradi di scuola sono nazionali, cioè forniscono a tutti gli studenti di ogni angolo d’Italia di godere di pari opportunità di fruizione dell’istruzione. Le graduatorie di tutto il territorio italiano sono aperte a tutti i docenti, questo per fortuna del nord dove le aule, senza insegnanti del sud, rischierebbero di restare vuote: «Faccio appello affinché il ministro compia scelte che vadano verso l’uguaglianza del popolo italiano, che eliminino per sempre il concetto di contrapposizione tra nord e sud. Mi appello affinché tutte le scuole vengano rese pubbliche come nei Paesi del nord Europa, che si rendano gratuiti i libri per tutti gli anni dell’obbligatorietà degli studi,che si mettano in sicurezza gli edifici scolastici e si dotino di laboratori didattici (la maggior parte delle scuole non ha una palestra, fondamentale per lo sviluppo del bambino) e di mense interne, che si istituisca l’obbligatorietà del tempo pieno nella scuola primaria e secondaria di primo grado, che si dotino tutti gli Istituti di specialisti quali lo psicologo e il logopedista. Nelle scuole si deve lavorare per prevenire l’insorgere del bullismo possibile solo se si hanno a disposizione figure di riferimento competenti che contribuiscano all’educazione degli alunni, già dalla scuola primaria, alla parità di genere e al rispetto delle diversità».
