La maggioranza consiliare aveva presentato ricorso, perché contraria alla sentenza del T.A.R. Lazio, che ne aveva rigettato il primo
CASSANO – Fissata l’udienza al 30 maggio per il ricorso al Consiglio di Stato presentato dalla maggioranza consiliare di Cassano. Giovanni Papasso (ex sindaco), Ercole Demetrio Cimbalo, Rossella Iuele e Alessandra Oriolo, (ex assessori), Elisa Fasanella, Giuseppe Graziadio, Clementina Felicia Laurito, Antonio Lo Nigro, Pasqualino Cristiano Notaristefano, Gaetano Scarano, Filomena Marianna Alfano, Antonio Clausi, Francesco Giardini e Antonio Martucci, (ex consiglieri di maggioranza), contrari alla sentenza del T.A.R. Lazio Roma, sez. 1 n. 11976/2018, che aveva rigettato il primo ricorso. Ricorso presentato dopo lo scioglimento per infiltrazioni mafiose del Consiglio comunale di Cassano.
Anche la Commissione straordinaria di Cassano nei giorni scorsi si era costituita in giudizio nel Ricorso in Appello davanti al Consiglio di Stato in sede Giurisdizionale proposto dagli ex amministratori comunali. I vice prefetti Mario Muccio e Roberto Pacchiarotti e la dirigente di prefettura Rita Guida, hanno rinnovato l’incarico all’avvocato Gaetano Callipo, di assistere e difendere l’ente locale, con ogni facoltà di legge per la più ampia difesa del Comune, nonché di autorizzare ogni singolo componente della Commissione, a sottoscrivere anche separatamente in nome e per conto dell’intera Commissione, la prescritta procura con i poteri di legge e a compiere quant’altro necessario ai fini della corretta costituzione del Comune in giudizio.
Nella premessa dell’atto deliberativo della Commissione straordinaria ha ripercorso le varie fasi della questione che ha interessato gli ex amministratori del Comune di Cassano, che hanno portato allo scioglimento degli organi elettivi per infiltrazione mafiose.
Il Consiglio comunale di Cassano all’Ionio era stato sciolto per infiltrazione mafiosa nel corso del Consiglio dei ministri numero 57 a 259 giorni dall’insediamento della commissione d’accesso agli atti. La commissione d’accesso agli atti, composta dal viceprefetto aggiunto, dott. Vito Turco, dal capitano dell’Arma dei Carabinieri, dott. Francesco Barone e dal funzionario ingegnere del provveditorato interregionale opere pubbliche Sicilia e Calabria, dott. Francesco Trecroci, è stata determinante per accertare le non più dubbie infiltrazioni mafiose.
Da qui un’interrogazione parlamentare che invitava l’allora ministro dell’Interno Angelino Alfano a: «Valutare la sussistenza dei presupposti per la rimozione del sindaco e lo scioglimento del consiglio comunale di Cassano all’Ionio per infiltrazioni mafiose, laddove vi sia l’evidenza di favori erogati da parte di un ente, come il Comune di Cassano all’Ionio, attraverso il proprio sindaco, a persone che sarebbero collegate alla ‘ndrina della Sibaritide, così come emerso dall’operazione antimafia “Omnia”».
