Il 19 marzo p.v. si terrà a Roma l’incontro tra il Ministro della Giustizia Bonafede ed una rappresentanza del “Comitato nazionale per la Giustizia di Prossimità” con esclusione però, dei rappresentanti cittadini
CORIGLIANO ROSSANO – E’ trascorso quasi un mese dall’evento organizzato nel centro storico di Rossano “Governo silente sulla riapertura dei Tribunali. Analisi e prospettive”, organizzato da Informazione & Comunicazione con il patrocinio del Comune di Corigliano Rossano. Da quel convegno, coordinato dal direttore Matteo Lauria, che ha visto la partecipazione di alcuni esponenti del “Comitato nazionale per la giustizia di prossimità” e del suo Presidente l’Avvocato Pippo Agnusdei, è scaturito un importante risultato: la convocazione di una rappresentanza del Comitato dal Ministro della Giustizia Bonafede.
La buona notizia è stata annunciata proprio durante i lavori dalla parlamentare Elisa Scutellà, ma qualcosa però non è andato come sperato. Torniamo al 23 febbraio quando il Ministro Bonafede ha dichiarato tramite la deputata penta stellata che avrebbe ricevuto il prossimo 19 marzo 2019 una delegazione del Coordinamento nazionale “Giustizia di Prossimità”.
Il Guardasigilli ha ritenuto però di limitare la rappresentanza a tre unità, come se sentire più voci e più rappresentanze territoriali differenti fosse superfluo ed il Coordinamento dal canto suo, ha deciso di indicare il Presidente Pippo Agnusdei per Lucera, il vice Andrea Sala per Vigevano e il segretario Enzo Galazzo per Modica.
Mentre il comitato cittadino, che avrebbe ben potuto spiegare le ragioni di questa lunga battaglia, è stato lasciato a casa. Per gli organizzatori della manifestazione, è stato sì raggiunto un obiettivo significativo, soprattutto perché fino al 23 febbraio scorso il Guardasigilli non aveva manifestato la volontà di un incontro con il coordinamento, eppure ecco che arriva l’esclusione della delegazione di Corigliano Rossano, il tribunale più grande tra i trenta soppressi e l’unico ad aver subito l’accorpamento con uno più piccolo e mal collegato.
«La notizia importante – dichiara Matteo Lauria – è che proprio nella città di Corigliano Rossano sia maturata l’iniziativa del Ministro. Spiace tuttavia dover constatare come nessuna rappresentanza civica facente parte il Coordinamento nazionale della città di Corigliano Rossano, per dimensioni demografiche la più grande dei 30 soppressi, non sia stata inclusa nella delegazione che incontrerà il Ministro. Una decisione che seppure formalmente appare comprensibile, sul piano morale è decisamente ingiusta.
I rappresentanti locali del coordinamento nazionale, i promotori dell’iniziativa, il Gruppo d’Azione per la Verità sul tribunale di Rossano, unitamente ad altre rappresentanze civiche, sono anni che si battono affinché venga fatta giustizia sul “caso Rossano”. L’organizzazione dell’evento del 23 febbraio scorso ha richiesto un dispendio di energie enorme sotto tutti punti di vista, così come le due manifestazioni di protesta organizzate a Roma;
I dossier depositati alle più alte cariche dello Stato e consegnati, su sua richiesta, all’On. Elisa Scutellà; le riunioni e gli innumerevoli incontri organizzati nel territorio. Tutta una serie di interventi protesi a sensibilizzare lo Stato e i cittadini su una questione che ha lasciato un senso di ingiustizia e di diffidenza nei confronti delle istituzioni enorme. E ora che finalmente vi era la possibilità di incontrare il Ministro, questo pezzo di movimentismo civico rimane fuori!».
Matteo Lauria, che ha già dato le dimissioni dal GAV nei mesi scorsi per le mancate risposte dello Stato in materia di accertamento della verità, per il senso di rassegnazione diffusa nell’opinione pubblica, per la scarsa attenzione e mancata indignazione dei cittadini alla problematica, conclude: «Quando si assiste a queste forme di ulteriore mortificazione, escludendo chi opera attivitamente da anni per una battaglia di civiltà, di democrazia, di legalità e di coscienza, mi convinco sempre di più che non ne vale la pena spendersi per ideali e valori calpestati proprio da chi è chiamato ad attuarli.
Quale atto simbolico, se non altro per gli sforzi profusi, una delegazione civica di Corigliano Rossano pur presente all’interno del Coordinamento nazionale meritava di essere presente. Eppure, nonostante la grave esclusione, di cui chi di dovere è consapevole, nessuno muove un dito. Comportamenti che tolgono energia e voglia di fare in un popolo che già di per se è colpito dalla rassegnazione». Insomma si attendono gli sviluppi della questione post incontro con Bonafede ma da casa, purtroppo.
