Qui CoriglianoRossano
Tribunale di Cosenza Registro Stampa n. 3/2019 Direttore Responsabile Simona Gambaro
P.IVA 03005460781

Pietrapaola, quest’anno è… Giornata FAI di Primavera!

1070

Giornate Fai (Fondo Ambiente Italiano) 2019, domenica 24 Marzo si va alla riscoperta del centro storico di Pietrapaola, un borgo magico da visitare con il gruppo Fai Rossano

 

PIETRAPAOLA – Torna il 21 marzo e torna la primavera, dopo le giornate Fai dello scorso anno che si sono tenute nel centro storico di Rossano e che hanno visto la partecipazione di centinaia di turisti provenienti da Calabria, Puglia, Sicilia e Basilicata, quest’anno protagonista sarà il Centro Storico di Pietrapaola che ospiterà, tutti coloro che vorranno riscoprire questo borgo magico.

La figura che non potrà di certo mancare, è quella degli apprendisti Ciceroni: i ragazzi dell’ I.I.S. Liceo Scientifico, Liceo Classico S. Nilo-Liceo Artistico-Liceo Linguistico Rossano. Anche questo viaggio alla scoperta dei borghi più belli d’Italia e nello specifico, quello di Pietrapaola, è stato possibile grazie alla sinergia tra Comune, volontari e associati del Fondo Ambiente Italiano, da tempo in prima linea per la tutela e la riscoperta dei tesori della Penisola.

Alcune informazioni utili per i visitatori: in caso di grande affluenza, gli ingressi potrebbero essere sospesi prima dell’orario di chiusura indicato. Consigliate scarpe comode per camminare tranquilli. E siccome il Fai si sostiene grazie al supporto degli amanti delle bellezze italiane, può essere previsto un contributo per alcune visite guidate. Inoltre, per sostenere le campagne del Fai e diventare socio, sarà possibile rinnovare la tessera o iscriversi durante la giornata.

Domenica 24 si avvicina ed il gruppo Fai Rossano aprirà la giornata accompagnando i visitatori in un itinerario incantato dal nome magico: “Petrapa: il luogo della rupe”. Partenza quindi, domenica 24 marzo dalle ore 10 alle 13 e dalle 15 alle 18 da Piazza Mancini. Insomma, tu che Fai, non vieni?

Itinerario giornata fai di Primavera domenica 24 marzo:

Grotta del Principe

Ultimo ingresso h 17:30, la visita alla Grotta del Principe sarà riservata agli iscritti FAI accompagnati dai volontari. Alla grotta si accede tramite un sentiero scosceso e sterrato, fatto di gradoni scavati nella roccia. Si consigliano, pertanto, calzature adeguate.

la Grotta del Principe è un magnifico esempio di architettura rupestre di epoca medioevale, caratterizzato da un triplice ricovero con feritoie, che serviva al feudatario dell’epoca quale rifugio in caso di attacco nemico. All’interno si rinviene un arco a tutto sesto e, scolpite nell’arenaria, una serie di colonnine con bellissimi capitelli a motivi floreali, varie incisioni e misteriose raffigurazioni.

Antico frantoio Urso

Detto “U’ Trappitu”. Antico frantoio dei primi dell’800 dell’omonima famiglia Urso. Qui si conserva ancora memoria dell’artigianale processo di molitura, fatta con muli, cavalli e asini che facevano girare due macine di granito (molazze), con le quali venivano pressate le olive contenute in grandi vasche in muratura e di forma rotonda. Sul portale di ingresso è presente un antico stemma gentilizio, in pietra, che alcune fonti storiche attribuiscono alla famiglia.

 Arco del cimitero

L’Arco del Cimitero rappresenta un’ingegnosa opera architettonica realizzata in conci di tufo a forma di cuneo collocati sulla volta che, contrastandosi a vicenda, garantiscono la tenuta della costruzione. Detta anche Porta d’entrata dell’Ossario, ciò che resta dell’originaria Chiesa medievale di S. Maria delle Grazie, richiama l’antica costumanza secondo cui i defunti venivano seppelliti sotto la chiesa e, quando le fosse erano sature, le ossa venivano deposte nel Cimitero, ovvero nell’ossario.

 Chiesa di Santa Maria delle Grazie

Con le sue epigrafi ancora visibili sulle mura esterne, a memoria delle invasioni turchesche – di cui il paese fu più volte oggetto tra il XVI e il XVII secolo -, la Chiesa Madre rappresenta il simbolo della memoria storica di Pietrapaola. L’originale costruzione della Chiesa risale al 1454. Successivamente, a causa anche degli incendi corsari, la Chiesa è stata oggetto nel tempo di ricostruzioni e restauri, l’ultimo dei quali risale al 1900. Oltre all’adiacente Arco del Cimitero, sono ancora visibili e di interesse, il rosone centrale finemente decorato (resti dell’antica Chiesa medioevale) ed al suo interno, di pregevole importanza storica, possono apprezzarsi il fonte battesimale ed un antico crocefisso ligneo, oltre ad un ostensorio che ancora si esibisce nella tradizionale processione del Corpus Domini.

 Piazza Dema

È il piazzale, quartiere, rione, dove durante il Medioevo si trovava la sede dell’Amministrazione del Demanio, che nella contrazione della lingua parlata diventa, appunto, semplicemente “Dema”. Qui era convocato il parlamento popolare della città. Anticamente e fino agli anni ’50 il piazzale, o quartiere, consisteva solo in un suolo di roccia arenosa e coperta di sabbia. Nella piazza si trovava l’antica fontana alla quale, una volta, si approvvigionava la gente che non aveva l’acqua in casa.

 Timpa del Castello e grotte

Salendo lungo Via Dema, è visibile un massiccio bastione arenitico che sovrasta l’abitato e sulla cui sommità si ritiene sorgesse l’antico fortilizio baronale, del quale oggi sono restate solo alcune misere vestigia. Scavate nella roccia vi sono numerose grotte cenobitiche ed eremitiche realizzate nell’alto Medioevo da pazienti monaci di origine greca (c.d. Basiliani). Qui la popolazione trovava rifugio in caso di pericolo e attacchi dal mare come durante le invasioni turchesche avvenute tra il XVI e il XVII secolo. Sul suo apice sono ancora visibili i resti di un’antica cisterna per la raccolta dell’acqua e di ruderi di costruzioni risalenti nel tempo. La Timpa del Castello e le grotte eremitiche saranno visibili esternamente nel percorso che dalla Via Dema conduce a Piazza Dema.