Sono per il “Centro ricerche ed infrastrutture Marine avanzate in Calabria”. In più Biondo tardivo e mandorla nel Registro nazionale
AMENDOLARA – Il Biondo tardivo di e la mandorla di Amendolara entrano di diritto a far parte nel Registro nazionale delle piante da frutto. Il Biondo (una varietà di Arancio con nome scientifico Citrus sinensis (L.) Osbeck) e la mandorla di (detta la “Pizzuta”, cultivar della famiglia “Prunus amygdalus” Batsch) sono riconosciute ufficialmente. Un buon risultato per il territorio dell’Alto Ionio cosentino, che saprà trarre sicuramente vantaggio dai riconoscimenti, arrivati grazie al lavoro di madre natura. «Il Dipartimento delle Politiche europee ed internazionali e dello sviluppo rurale, Direzione generale dello sviluppo rurale, del Ministero delle politiche agricole alimentari forestali e del turismo – spiega la senatrice Rosa Silvana Abate – ha decretato che sia il Biondo tardivo di Trebisacce (una varietà di Arancio con nome scientifico Citrus sinensis (L.) Osbeck) che la mandorla di Amendolara (detta la “Pizzuta”, cultivar della famiglia “Prunus amygdalus” Batsch) entrino a far parte nel Registro nazionale delle piante da frutto. I vantaggi sono importanti perché da ora sono ufficialmente riconosciute come varietà cultivar della biodiversità. Una richiesta inoltrata dal Centro di ricerca sperimentazione e formazione in agricoltura “Basile Caramia” e accettata dal Mipaaft dopo aver vagliato tutte le ricerche scientifiche e i controlli effettuati. Le due cultivar sono varietà di piante storiche ed autoctone Calabresi oggetto di un programma di recupero del germoplasma facenti parte quindi di un gruppo di piante che preservano le caratteristiche della conservazione della biodiversità».
«Ma anche il Ministro per il Sud Barbara Lezzi – ha continuato la senatrice del Movimento 5 stelle – ha firmato l’invio di una serie di fondi per Amendolara. Nel corso della cabina di regia del Fondo Sviluppo e coesione che s’è tenuta in questi giorni a Palazzo Chigi è stato deliberato proprio dalla Lezzi un rifinanziamento del PON Ricerca pari a 25 milioni per due progetti di ricerca in enti che operano in Calabria e in Sicilia. In particolare, per il progetto proposto dalla Stazione Zoologica Anton Dohrn, in collaborazione con la Regione Calabria, denominato “Centro ricerche ed infrastrutture Marine avanzate in Calabria” e situato nel Comune di Amendolara, il finanziamento, a valere su risorse del Fondo sviluppo e coesione 2014-2020, è stato pari a 10 milioni».
