Fa discutere la scelta del vescovo di cambiare orario alla processione e si indirizzata una petizione direttamente al Santo Padre
CASSANO – La cosa è sfuggita un po’ di mano.
La “cosa” è una processione, quella del venerdì santo. Quella in cui si celebra il funerale di Gesù, finito sulla Croce, mentre della gente, gridando Barabba, lo ha mandato a morire. Ma così doveva andare.
Oggi siamo in quaresima, periodo di riflessione e pentimento per i cristiani.
E c’è un vescovo, nello specifico Francesco Savino, che guida un gregge nella diocesi di Cassano.
Oggetto di discussione: la processione. Disposizioni del vescovo: cambiare l’orario. Gesù tecnicamente non era morto la mattina, quindi non è possibile ricordare e rivivere attraverso la processione il funerale di Gesù. Perché prima la processione, molto antica nelle tradizioni cassanesi, iniziava dalle nove del mattino per terminare alle sette di sera.
Il vescovo, sempre Savino, dispone, attraverso una lettera ai fedeli, distribuita nelle parrocchie, di cambiare organizzazione e soprattutto l’orario. Tutto spostato al pomeriggio alle 17,30. Non cambia soltanto l’orario, cambiano le disposizioni, cambiano le tradizioni.
Ed il dibattito (chiamiamolo così) ha toccato livelli (dislivelli) a tratti comici, se non stessimo parlando di una funzione religiosa.
E dopo video, dichiarazioni e messaggi di solidarietà arriva anche una petizione. Indirizzata, con modestia, al Papa direttamente.
«Ci dispiace scomodare il Papa per questa questione. Questa petizione è stata creata perché il Vescovo di Cassano Allo Ionio vuole apportare dei cambiamenti alla Processione del Venerdì Santo. La Processione è uno dei momenti più emblematici dei riti della Settimana Santa a Cassano, una tradizione antichissima che si ripete da secoli. Molti sono i devoti che raggiungono Cassano per partecipare. Noi vogliamo mantenere le tradizioni invariate, ci rivolgiamo perciò al Santo Padre per bloccare le decisioni prese senza il consenso dei fedeli. Firmiamo e diciamo “no” ai cambiamenti».
Se prima serviva soltanto la fede, ora ci vuole anche un po’ di pazienza.
