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Statale 106: è tutto un bluff. I cantieri non prima di febbraio 2020 (ad essere fortunati)

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In tutto questo i vertici della Regione tacciono, o peggio, ignorano. L’Anas ha 8 mesi per l’approvazione del progetto esecutivo

 

CASSANO – La realizzazione del terzo Magalotto da Sibari a Roseto continua ad essere al centro dell’attenzione. Si parla delle opere compensative, ma non c’è da sottovalutare la mancata consegna da parte del Consorzio Sirio del progetto esecutivo dei lavori, prevista entro il 18 marzo 2019. Su questo ritardo si sono sviluppati criticamente allarmi, denunzie, polemiche e interpellanze, che di fatto mirano ad addebitare il ritardo dei lavori progettuali al nuovo governo gialloverde, che avrebbe bloccato l’iter procedurale facendo rimpiangere la celerità dei governi precedenti. Luigi Adduci del Movimento Democratico e Progressista di Cassano offre spunti di riflessione diversi. La verità difficile da definire, andrebbe invece stabilita per scongiurare una sorta di complotto contro la Calabria. «Com’è noto – fa emergere Adduci – il general contractor Sirio fa capo per 40% a Salini Impregilo Spa e per il 60% ad Astaldi Spa». L’Anas ha informato i calabresi che il general contractor Sirio ha chiesto una proroga di tre mesi per la consegna del progetto esecutivo “a causa delle difficoltà finanziarie che hanno interessato la società Astaldi”. Ma per Adduci l’Anas non avrebbe detto tutta la verità, volendo prefigurare una momentanea difficoltà facilmente superabile da parte della società Astaldi. La verità invece è un’altra. «Nei mesi scorsi l’Astaldi, in evidente difficoltà finanziarie, ha chiesto all’autorità giudiziaria il concordato “in continuità aziendale”, per evitare di incappare nella procedura fallimentare. L’Impregilo che partecipa al 40% del Consorzio Sirio ha avanzato una proposta di acquisto sostanziale dell’Astaldi, previo risanamento finanziario. Il gruppo Impregilo subordina dunque l’immissione dei suoi capitali in Astaldi al fatto che la Cassa Depositi e Prestiti intervenga con un prestito a lungo termine». Ma a questo punto il Governo gialloverde è chiamato a dirimere una vertenza significativa. Non si possono immettere danari pubblici in società dissestate, ma si devono effettuare interventi, come si dice in gergo tecnico “di sistema”.

«È evidente – fa notare Adduci – che le imprese di costruzioni (vedi Tecnis per l’Ospedale della Sibaritide) attraversano un momento di gravi difficoltà, dal quale se ne esce se vi sono soluzioni adeguate. E allora chi protesta in Calabria interviene facendo finta che questi problemi non esistano. Il 30 marzo scorso il Tribunale competente per territorio avrebbe dovuto decidere sulla proposta di Impregilo. Il governo regionale anziché trastullarsi con le opere compensative farebbe bene ad informare i calabresi sullo stato reale dei rapporti Astaldi – Impregilo che condiziona negativamente il Consorzio Sirio. Gli amministratori locali bene farebbero a non cadere nella trappola delle promesse, ma dovrebbero sollecitare risposte esaurienti da parte dell’Anas. Quanto ai tempi di apertura dei cantieri, per evitare facili strumentalizzazioni, è da precisarsi che Sirio aveva a disposizione ben sei mesi per la consegna del progetto esecutivo; i sei mesi sono già trascorsi e ora si parla di una proroga di almeno altri tre mesi per la consegna dello stesso progetto esecutivo. Si giunge così, salvo altre complicazioni da parte del Tribunale, al 18 giugno. L’Anas ha per contratto duecentoquaranta giorni (8 mesi) di tempo per l’approvazione del progetto esecutivo e si arriva così al febbraio 2020. Questi sono i termini contrattuali. I miracoli sono possibili, ma non si può sbandierare ai calabresi l’apertura immediata dei cantieri per l’avvio concreto dell’opera». Ma in tutto questo i vertici della Regione tacciono, o peggio, ignorano.