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Arrestati con 2,5 kg di hashish, ora lasciano il carcere

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Il Tribunale della Libertà di Catanzaro accoglie le tesi dei legali, ora gli imputati lasciano il carcere e passano agli arresti domiciliari. Erano stati arrestati con 2,5 kg di hashish

 

CORIGLIANO ROSSANO – Il Tribunale della Libertà di Catanzaro ha accolto il ricorso presentato dall’Avv. Francesco Nicoletti, difensore di fiducia di Giuseppe Campana, pluripregiudicato anche per reati specifici, e dagli Avvocati Gianluigi e Alfredo Zicarelli, difensori di fiducia di Antonio Vitale, anch’egli noto all’Ufficio per precedenti di Polizia. Entrambi, sosrpresi con circa 2,5 kg di hashish e accusati di detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio, lasciano il carcere.

I due erano stati tratti in arresto la sera del 20 marzo scorso nell’ambito di un articolato servizio predisposto dai Carabinieri sul territorio di Corigliano Rossano finalizzato alla prevenzione e repressione del traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope. Nel corso del servizio, effettuato da militari in uniforme e in abiti civili, era stata controllata l’autovettura condotta da Antonio Vitale con a bordo Giuseppe Campana, entrambi già noti alle forze dell’ordine.

All’esito della perquisizione, erano stati rinvenuti n. 5 panetti di hashish occultati nella tasca interna del giubbotto indossato da Campana e ulteriori n. 20 panetti all’interno dell’autovettura, sotto i sedili lato conducente e passeggero per un totale complessivo di circa 2,5 chilogrammi.

I militari avevano inoltre eseguito un’ulteriore perquisizione presso le abitazioni dei due, mentre dall’esame speditivo narcotest veniva acclarata la natura della sostanza stupefacente del tipo hashish.  Al termine delle operazioni, Campana e Vitale erano stati quindi tratti in arresto e condotti presso la Casa Circondariale di Castrovillari.

Il Tribunale della Libertà di Catanzaro, in accoglimento delle tesi avanzate dalla difesa, ha sostituito la massima misura cautelare carceraria alla quale erano sottoposti entrambi gli indagati con quella meno afflittiva degli arresti domiciliari.