All’incontro era presente il senatore Gelsomina Silvia Vono del Movimento 5 Stelle nonchè la giornalista Caterina Provenzano e l’avvocato Domenico Colaci
Torna il tema della criminalità organizzata all’interno della campagna elettorale relativa al primo voto del neocomune di Corigliano-Rossano. A richiedere attenzione su tale aspetto è stavolta l’associazione Rossano Pentastellata con un interessante incontro, moderato dal presidente dell’omonima associazaione, l’ingegnere Cataldo Capalbo, volto a presentare il libro “Scioglimento dei comuni per mafia: quando lo Stato sequestra democrazia e libertà” della giornalista Caterina Provenzano. Presenti come ospiti all’iniziativa il senatore del Movimento 5Stelle Gelsomina Silvia Vono, e l’avvocato Domenico Colaci, esperto in diritto amministrativo. La giornalista Provenzano ha effettuato un excursus storico sull’istituto giuridico dello scioglimento per mafia degli enti, evidenziando quelli che secondo l’autrice del libro sarebbero effetti collaterali di non poco conto discendenti dall’applicazione di tali misure amministrative. Ricordando come spesso tra il pre e il post commissariamento non si assisterebbe ad una restituzione di legalità nei territori ma anzi ad uno scollamento ulteriore tra la comunità e gli organi politici elettivi. “Lo scioglimento per mafia” per la giornalista “rappresenta sempre una lacerazione per la collettività. Il tutto avviene, poi, in attesa di una nuova tornata elettorale dove alla ribalta compaiono spesso i precedenti protagonisti”. A rendere ancor più doloroso è poi la constatazione che tali provvedimenti hanno carattere squisitamente amministrativo, non essendo soggetti ad alcun meccanismo giurisdizionale per la loro adozione. Solo successivamente sarebbe possibile azionare una difesa o una contestazione ma sempre e solo a scioglimento avvenuto. Proprio sugli aspetti tecnici e giuridici è intervenuto l’avvocato Domenico Colaci, esperto di diritto amministrativo, che ha illustrato con dovizia di particolari tutta la tortuosa normativa riguardante lo scioglimento per mafia e la scansione temporale delle tappe per addivenire a tale gravoso provvedimento per le comunità amministrate, per come disciplinato dal TUEL. Il legale vibonese ha sottolineato le lacune presenti nell’attuale normativa che trascurerebbe di colpire, in modo adeguato, il livello gestionale della macchina amministrativa nonchè l’assenza di ogni forma di contraddittorio che caratterrizzerebbe l’adozione del decreto di scioglimento degli enti. In tal senso l’avvocato ha mostrato entusiasmo verso il progetto di revisione della attuale legge, di cui è promotore il senatore Vono, la quale con il disegno di legge 911/2018 sta spingendo per una ridefizione più organica di tale assetto di norme. Il politico pentastellato ha espresso rammarico per come “nelle areee più deboli del nostro Paese tali provvedimenti stanno assumento i caratteri dell’ordinarietà invece di assurgere a extrema ratio”. Nel disegno di legge quindi si vorrebbe, pertanto, assegnare ulteriori poteri ai commissari straordinari attribuendo loro il potere disciplinare nei confronti di quei dipendenti/funzionari che risultassero eventualmente collusi e/o conniventi con apparati criminali. Alcuni spunti, ha affermato la Vono, fra l’altro sono stati già recepiti con l’ultimo decreto sicurezza che ad esemmpio ha istituito presso il Ministero degli Interni un nucleo di esperti specializzati sul tema dello scioglimento per mafia. Tra i presenti nel pubblico, il presidente dell’associazione Basta vittime sulla s.s. 106, ingegnere Fabio Pugliese.
