Il Comitato spontaneo di cittadini in difesa per il diritto per la salute grida alla vergogna
CASSANO – Sanità in Calabria: una vergogna nazionale. Lo sostiene a gran voce il Comitato spontaneo di cittadini in difesa per il diritto per la salute. «La sanità calabrese – sostiene Francesco Garofalo – è un’emergenza nazionale. A Cassano lo è da quaranta anni. Direi una vergogna nazionale. Questo è il minimo che la classe politica di ogni ordine e grado, deve provare. In tutti questi anni, i cittadini sono stati lasciati in balia delle onde e costretti ad emigrare anche per questioni che riguardano la salute. Non sono stati garantiti i livelli minimi essenziali, la medicina territoriale inesistente, lunghe liste di attesa, assistenza domiciliare ed oncologica un miraggio». Garofalo ricorda che nel 1968 a Cassano doveva entrare in funzione un ospedale mai aperto. «Certamente i cittadini di questo importante territorio dell’alta Calabria, non sono da considerare di serie b, ma meritano rispetto, attenzione e risposte adeguate in un settore così delicato che riguarda la salute pubblica. Tutto questo non è ammissibile ed è per questo, che in vista del prossimo Consiglio dei Ministri che si terrà in Calabria, siamo nuovamente costretti ad intervenire per chiedere, a coloro che detengono il potere decisionale sulla sanità calabrese, un atteggiamento responsabile e di buon senso nei confronti, prima di tutto, dei cittadini e dei tanti malati che sono costretti a scappare dalla propria terra per curarsi, in quanto le strutture pubbliche sono ormai allo stremo».
