L’avvocato Pasquale Catalano pronto a dare battaglia per la tutela del diritto alla salute della terza città della Calabria
Diffidato l’ente regionale calabrese e l’azienda sanitaria cosentina per la gravissima situazione in cui versa la sanità corissanese.
La battaglia “giudiziaria a suon di carte bollate” in difesa del territorio di Corigliano-Rossano, non si ferma, anzi continua con maggiore determinazione.
Pasquale Catalano, nella qualità di patrocinatore di due cittadini rossanesi ha inviato una diffida contro la Regione Calabria – l’Asp di Cosenza– il Commissario ad acta e per conoscenza al Ministero della Salute, denunciando il grave deficit nella sanità a Corigliano-Rossano, nella sibaritide e nella fascia ionica cosentina. Con tale diffida il legale, nell’interesse di due cittadini rossanesi affetti da serie patologie che necessitano di continui controlli medici e specialistici, i quali, oltre alla sofferenza derivante dalla propria precaria condizione di salute, sono anche costretti a sopportare un pesante disagio umano e sociale, divenuto oggigiorno inaccettabile, a causa della inaccettabile e non soddisfacente offerta sanitaria nel territorio. Denunzia Catalano “strutture fatiscenti, muri che cadono, reparti fantasma, un grave deficit degli strumenti di alta tecnologia sanitaria (gran parte di quelli presenti sono o vecchi o rotti), la rilevante carenza di posti letto; sono queste le condizioni in cui si trova a lavorare il personale, medico e paramedico, degli ospedali di Corigliano e Rossano, ridotto all’osso e che fatica a fornire rapide ed appropriate risposte di assistenza” Il legale evidenzia che la situazione di grave deficit infrastrutturale e di viabilità e le gravi carenze di offerta sanitaria “spinge quotidianamente un considerevole numero di cittadini ad emigrare verso le strutture ospedaliere del centro-nord al fine di ricevere cure ed assistenza adeguate. Mentre nel nostro territorio sono stati chiusi interi ospedali (Trebisacce e Cariati), accorpate divisioni e ridotto drasticamente il numero dei posti letto e del personale medico e paramedico; al contempo, non si è realizzata né la nuova struttura ospedaliera di Corigliano-Rossano – località Insiti, né si è provveduto ad organizzare quelli rimasti, ovvero quelli di Corigliano e di Rossano, i quali, a causa delle suddette problematiche, offrono servizi che funzionano ad intermittenza o non funzionano affatto”. Catalano, per conto dei clienti, “invita e diffida a voler predisporre al più presto gli opportuni provvedimenti al fine di rendere il più possibile efficienti le strutture ospedaliere già esistenti, nonché a voler riprendere al più presto i lavori per la realizzazione dell’Ospedale unico di Corigliano-Rossano, al fine di garantire servizi efficienti e seri ai cittadini del nostro territorio”. Qualora non giungessero le risposte desiderate, ammonisce l’avvocato rossanese verrà avanzata “opportuna azione giudiziaria dinanzi le competenti sedi al fine di richiedere i danni subiti e subendi dai miei assistiti” senza escludere un eventuale coinvolgimento dell’autorità giudiziaria penale”
