Alcuni ex dirigenti socialisti prendono le distanze da quelle che vengono definite fughe in avanti di altri sodali dello storico partito
Stringono i tempi per la chiusura delle liste in vista dell’elezione del primo consiglio comunale della neonata città di Corigliano-Rossano. Sono ore febbrili alla ricerca dei volti giusti in grado di convogliare consenso e calamitare i voti di quanti, e sembrano essere parecchi, si ritengono disorientati dalla nuova realtà urbana ed elettorale che conta 80000 abitanti ed una dimensione territoriale tra le più grandi di Italia. Tale nuovo assetto geografico sta determinando anche uno sfilacciamento dei vecchi e storici partiti politici con l’emergere di un nuovo civisimo, da una parte implementato dall’ondata di movimentismo nazionale che si sta registrando in tutto il continente, dall’altra dai fermenti associazionistici scaturiti dalla fusione tra i due comuni di Corigliano e Rossano. Non è raro imbattersi in vecchi e fedeli compagni di partito che sembrano sparpagliarsi nei vari schieramenti a sostegno dei candidati sindaci. Cosi’ come acerrimi avversari di comizi ed arringhe, rilanciati anche da video facebook, trovano riparo e complicità in liste di supporto al medesimo primo cittadino. E’ recente l’intervento di alcuni ex dirigenti socialisti che in una nota hanno voluto evidenziare come “la vera storia del partito ci ricorda il grande contributo di competenza di Corrado e Amerigo Minnicelli, l’impegno amministrativo di Arturo e Luigi Caracciolo, che assieme a tanti altri validi e storici dirigenti hanno scritto pagine esaltanti del socialismo rossanese. Ed è stato in questo solco che nel 2002, ben 17 anni addietro, noi socialisti proponemmo ai due sindaci di Corigliano e Rossano di indire un Referendum sulla fusione, perché i tempi erano già maturi. Ricevemmo una risposta negativa, per cui abbiamo accolto con entusiasmo la nascita del Comitato delle cento associazioni, grazie all’intuito di Amerigo Minnicelli, al quale si è aggiunto l’impegno fattivo e determinante di Giuseppe Graziano. Un’azione forte e incisiva, la loro, alla quale non è mancato il contributo di tanti altri amici di centro, di destra e di sinistra. Il Comitato ha contribuito a scrivere una grande pagina di storia in Calabria, avendo saputo mettere da parte ogni differenziazione per conseguire un risultato insperato!” Una precisazione che se da un lato premia il generale Giuseppe Graziano, dall’altra appare tesa a prendere le distanze da altri ex socialisti che, nei giorni scorsi, avevano mostrato di appoggiare il programma del rivale nella corsa alla città, Flavio Stasi. Mentre un altro carismatico figlio dello storico partito socialista, l’avvocato Leonardo Trento, aveva sposato il progetto di Gino Promenzio.
