Questa mattina sono stati celebrati i funerali nella chiesa di San Francesco d’Assisi a Cassano. Il marito Giovanni De Cicco resta in carcere
CASSANO – L’aggressione mortale c’è stata, ma ancora non si è in grado di stabilire se Romina sia morta per un trauma cranico o per soffocamento. Il procuratore del Tribunale di Castrovillari, Eugenio Facciolla parla dei dubbi sulla morte della Iannicelli. L’esame autoptico svolto ieri pomeriggio non ha chiarito le dinamiche dell’aggressione, che ne hanno determinato la morte. La Iannicelli di 44 anni, incinta, è stata uccisa nella notte tra lunedì e martedì dal marito Giovanni De Cicco, 48enne di Cassano, che si è costituito lui stesso ai carabinieri della Tenenza di Cassano, guidata dal tenente Dileo. Il Gip di Castrovillari, Gianna Martino, dopo l’interrogatorio di garanzia, ha convalidato il fermo che era stato emesso nella serata di martedì, Giovanni De Cicco resta in carcere Il dottor Aldo Barbaro all’obitorio dell’ospedale di Rossano, ha eseguito l’esame autoptico, che non ha fatto però pienamente luce sulle cause della morte. Romina sarebbe entrata nel terzo mese di gravidanza e saranno gli ulteriori esami di laboratorio a svelare la verità.
Questa mattina sono stati celebrati i funerali nella chiesa di San Francesco d’Assisi. «Oggi, sabato santo, è la giornata del silenzio e della meditazione, perché Gesù è morto. Sono convinto che di fronte alla morte di Romina – ha esortato il vescovo di Cassano, monsignor Francesco Savino, durante l’omelia – dobbiamo prenderci un pochino di tempo di silenzio. Quante chiacchiere abbiamo sentito in questi giorni. Le chiacchiere, le maldicenze, i facili giudizi o pregiudizi non fanno altro che peggiorare la situazione. Dobbiamo soprattutto cercare di porci una domanda: che fare per riscattare Cassano, per andare oltre la violenza, la droga. Dobbiamo dire no alla violenza, alla droga, al disagio. Se vogliamo che la morte di Romina non sia una morte inutile dobbiamo riscattare Cassano che ha tante belle risorse umane che devono mettersi a disposizione. Basta autoreferenzialità, individualismo e narcisismo».
