La coalizione di Flavio Stasi detta i suoi dodici punti programmatici
“La Citta sarà davvero nuova solo se governata da una nuova classe dirigente”. Con queste parole si aprono le linee programmatiche di governo che Flavio Stasi detta in dodici punti. “Un progetto inclusivo che vuole fare tesoro anche dell’esperienza di quanti, in passato, con competenza e onestà hanno contribuito alla crescita della nostra comunità”. Tra i primi obiettivi la revisione del psa abbandonando precedenti logiche di espansione edilizia a favore di interventi di cucitura del tessuto urbano. “L’alluvione del 2015 insegna che solo una corretta politica di prevenzione dei disastri può ridurre i rischi di frane e alluvioni che incombono sul territorio. Da qui” spiega Stasi “la necessità di strutturare finalmente un piano organico di messa in sicurezza del territorio e una solida struttura comunale di protezione civile”. In questo senso appare importante l’adeguamento dei servizi primari (reti idriche e fognarie, verde pubblico). Inoltre é opportuno mettere mano al trasporto pubblico locale attualmente “sottostimato rispetto ad una città con le dimensioni Corigliano Rossano. Intendiamo potenziare il trasporto pubblico, dunque, soprattutto a vantaggio di contrade e frazioni quasi del tutto slegate dal tessuto urbano”. Sette i municipi individuati dalla coalizione civica “capaci di garantire servizi di prossimità e rappresentanza alle diverse aree”. In tema ambientale é promessa la raccolta differenziata “porta a porta” estesa a tutto il territorio il riutilizzo dei proventi della rivendita dei materiali di recupero, la realizzazione di impianti d compostaggio.” II nuovo governo della città dovrà impegnarsi per ottenere un giusto dimensionamento dell’ATO e dell’ARO presso la Regione Calabria, attualmente inadeguati”. Ci si batterà per la valorizzazione del patrimonio boschivo. E non solo. Evidenziata la necessità di riqualificare zone montane, vallate e campagne. Per i centri storici la carta da giocare si chiama fiscalità agevolata. “Impegno della coalizione civica è di destinare buona parte dei fondi stanziati in virtù della fusione proprio per queste finalità e, allo stesso tempo, intercettare FondI PISU e quellii In corso di “Agenda Urbana”, in modo da ridare splendore e occupazione ai due centri storici. La nuova Città dovrà fare rima con cultura. Si procederà pertanto alla istituzione di un “tavolo cittadino per la cultura”, nel quale coinvolgere le organizzazioni del terzo settore, la Diocesi, le scuole. “Obiettivo principale sarà la realizzazione di una programmazione culturale dl prestigio attraverso la quale valorizzare luoghi importanti, come il teatro Valente, il Paolella e gli altri manufatti di pregio di cui è ricca la nostra città”. Si pensa anche alla nascita di una Casa delle Culture e delle Arti. Quanto alle politiche sociali “creeremo luoghi di aggregazione nei centri e nelle contrade, in grado di garantire l’accesso a strumenti innovativi che mettano a confronto i nostri giovani con quelli di tutto il mondo. I servizi della Nuova Città devono saper rispondere ai bisogni del bambini, dei diversamente abili, degli anziani e di tutte quelle categorie svantaggiate con azionI concrete, come l’abbattimento delle barriere architettoniche, il sostegno al vasto mondo del volontariato e deII’associazionismo, il potenziamento degli asili nido, la realizzazione di spazi ludico-ricreativi attrezzati. Priorità della futura amministrazione sarà quella di creare un osservatorio su minori e famiglie a rischio povertà ed emarginazione, l’attivazione di servizi comunali della mediazione e della cultura della riparazione, interventi mirati al contrasto deI fenomeni di bullismo e di devianza giovanile”. C’è spazio anche per la questione Enel. “Impegno della futura amministrazione dunque, sarà quello di definire il destino del sito nel primo anno di Governo, nella direzione di un riutilizzo e riqualificazione completamente sostenibili oppure verso lo smantellamento e ripristino dei luoghi. In entrambi i casi la nostra azione punterà sulla massimizzazione delle ricadute occupazionali per il territorio”. Sul porto “sarà cura della nuova amministrne adoperarsi perché si affermi la specializzazione del Porto quale “HUB” per l’agricoltura, l‘agroalimentare, la pesca, l’agroindustria e servizi correlati. Nell’immediatezza sarà prìoritario agire per il ripristino della struttura di “Alaggio e varo”, ubicata all’interno dell’area portuale” anche per semplificare tutte quelle attività che traggono sostentamento dalla pesca. Occhi puntati sull’agricoltura per cui si pensa all’attivazione del riconoscimento dei marchi deco(denominazione comunale) per i prodotti del territorio. Per Stasi sarà necessario “supportare i processi di innovazione (soprattutto tramite progettazione europea), favorire la semplificazione burocratica e l’interconnessiine di risorse e conoscenze”. In tale prospettiva, la nuova amministrazione promette di impegnarsi per la realizzazione di un Istituto per la Ricerca Agroalimentare “situato all’interno del “Polo Agroalimentare della Sibaritide” allocato, secondo la nostra visione, all’interno della prestigiosa struttura del Quadrato Compagna del borgo marinaro”. Infine, last but not least, bisognerà aprire una grande vertenza della Sibaritide, aperta alle parti sociali ed alle comunità limitrofe, per la soluzione dei problemi storici della comunità jonica: lavoro e sviluppo, ambiente, infrastrutture e contrasto alla illegalità.
