La realizzazione dell’impianto, che terrorizza i residenti già colpiti da un’ondata di patologie oncologiche, è stata decisa dall’ufficio del commissario senza attendere l’insediamento di un nuovo sindaco eletto dai cittadini
CORIGLIANO ROSSANO (CS) – L’Osservatorio Permanente sulla Gestione e gli Effetti della Fusione Corigliano Rossano esprime nutrite perplessità circa la realizzazione di un insediamento industriale ritenuto incompatibile con la costruzione dell’ospedale unico. «L’ufficio del commissario poteva procrastinare e demandare alla futura classe politica. Preso atto delle risultanze contenute in un documento della Commissione “Ambiente e Territorio”, – afferma Vincenzo Figoli presidente dell’Osservatorio – esprimiamo nutrite perplessità circa la realizzazione di una centrale a biomasse con potenza da 1 Megawatt nell’ex Comune di Rossano nella zona di Sant’Irene (Area di Sviluppo Industriale). Nel pieno rispetto del principio della libertà d’impresa e tenuto conto che l’eventuale realizzazione dell’impianto possa seguire i dettami della legge, non possiamo non rilevare come tale insediamento sia da considerare decisamente incompatibile con la costruzione in atto del nuovo ospedale della Sibaritide.
Il territorio ha già pagato un costo amaro, anche con la perdita di vite umane per via della accentuata mortalità derivante da neoplasie, da molti definite in stretto collegamento con la presenza di una centrale termoelettrica in parte funzionante per lunghi anni ad olio combustibile, ed ora si vuole riproporre un nuovo impianto con modalità e tecniche diverse che comunque sprigiona fattori inquinanti seppur contenuti nei limiti di legge se opportunamente trattati e ad impianto adeguatamente manutenuto, quali polveri sottili PM 10 e PM 2,5 nonché particolato, con gravi ed evidenti ripercussioni sulla qualità della vita. L’Osservatorio ritiene inopportuna la decisione dell’ufficio del commissario di esprimere parere favorevole a pochi giorni dall’appuntamento elettorale del 26 maggio prossimo.
Avrebbe potuto, al contrario, procrastinare e demandare al futuro sindaco della nuova città ogni decisione anche in previsione della necessaria rivisitazione degli strumenti urbanistici vigenti, valutando la possibilità di normare l’incompatibilità ambientale tra il siffatto insediamento e la realizzazione a pochi passi di un ospedale e la cittadella degli uffici. Si può anche rientrare nei canoni della legge, ma tale scelta lede il buon senso e violenta il contesto territoriale ad alta vocazione agricola e turistica. Il tutto nel totale riserbo considerato che i cittadini sono stati, sinora, tenuti completamente all’oscuro. Nel merito l’Osservatorio chiede ai candidati a sindaco di volersi compiutamente esprimere sulla vicenda, invitandoli a prendere precisi impegni sull’opportunità o meno della realizzazione di tale impianto anche in considerazione delle tematiche di matrice ambientali che tanto stanno a cuore ai predetti candidati e finanche incluse nei loro rispettivi programmi elettorali».
