Per i giudici le firme rappresenterebbero un momento democratico fondamentale non sostituibile con una semplice spillatrice
CORIGLIANO-ROSSANO – Il relatore della sezione 3 del Consiglio di Stato ha rigettato il ricorso presentato dal Movimento 5 Stelle per la riammissione della lista alle elezioni amministrative per il comune di Corigliano-Rossano. I Pentastellati restano fuori dalla competizione. È ufficiale e definitivo. La questione sub iudice, pertanto, avrebbe riguardato unicamente l’assenza di “timbro e firma” sui moduli debitamente spillati tra loro. Secondo i legali della lista pentastellata al momento delle firme, infatti, gli allegati firmati dai sottoscrittori risultavano materialmente acclusi al modulo principale, comprensivo degli elementi prescritti dagli artt. 28 e 32 del d.P.R. 570/1960, mediante punti metallici – cioè con la spillatrice – così da rendere inequivocabile che i sottoscrittori avessero contezza del simbolo della lista e delle generalità dei candidati. I timbri di congiunzione e le firme, in sostanza, non sarebbero stati indispensabili, e sarebbero dovuti essere messi dal pubblico ufficiale che, invece, avrebbe omesso di apporle, riconoscendo il legittimo affidamento dei presentatori. Per recuperare dal problema formale che ha causato l’esclusione gli avvocati avrebbero prodotto specifiche dichiarazioni postume, rese ai sensi dell’art. 47 d.P.R. n. 445/2000, con le quali n. 200 (duecento) sottoscrittori hanno attestato che, al momento della sottoscrizione della lista erano perfettamente consapevoli della volontà di prestare e dare appoggio alla lista, con la piena consapevolezza della relativa composizione e delle generalità dei candidati. Evidenze che il Consiglio di Stato ha ritenuto non importanti visto che le firme di quelli che vengono individuati dalla legge, non come semplici firmatari, ma sottoscrittori e presentatori della lista, rappresenterebbero un momento democratico fondamentale non sostituibile con una semplice spillatrice.
