Delibera n. 40, dopo aver diviso Corigliano e Rossano, la direzione generale dell’Asp fa marcia indietro: decisivo il coro contrario della politica locale che si è scagliata contro i vertici dell’azienda
E’ bastata una levata di scudi di buona parte della politica per far rare dietrofront all’Asp. L’ente sanitario provinciale, nei giorni scorsi aveva promulgato un atto alquanto discutibile che avrebbe costretto i corigliano-rossanesi a doversi spostare a Castrovillari o a Cosenza per un banale certificato, ad esempio, di sana costituzione.
I coriglianesi si sarebbero divuti recare a Castrovillari nell’ambito del distretto sanitario Jonio nord e i rossanesi “rinchiusi” nel distretto Jonio sud a Cosenza. In sostanza l’atto firmato dal direttore generale Raffaele Mauro non prevedeva (e rispettava) minimamente la città di Corigliano Rossano.
E così ad un giorno di distanza, come accennato, ecco il dietrofront di Raffaele Mauro il quale, attraverso una nota, annuncia che tutto rimarrà invariato e che i corigliano-rossanesi potranno continuare a fruire della medicina legale sul territorio cittadino.
«In virtù del protocollo sottoscritto tra la Struttura commissariale della Sanità in Calabria e l’INPS che prevede in capo all’istituto previdenziale, anche per il 2019, l’espletamento degli accertamenti d’invalidità civile e dello stato di handicap, e quindi l’utilizzo di otto unità specialistiche dell’ASP di Cosenza – scrive Mauro – è stato necessario attivare le procedure amministrative per individuare il personale medico da assegnare presso le sedi territoriali dell’Azienda sanitaria provinciale nelle quali sarà espletata l’attività medico-legale prevista per gli accertamenti collegiali di prima istanza».
Dunque, «presso la Città di Corigliano-Rossano si procederà in loco da febbraio all’espletamento degli accertamenti collegiali di prima istanza con la dovuta copertura medica. Pertanto, gli utenti troveranno risposta alla domanda nell’ambito del proprio territorio. Così come anche ha ribadito la nota del responsabile di medicina legale dell’Asp di Cosenza, Antonio Scalzo, che ha fatto seguito alla delibera 40/2019».
Tutto come prima, insomma. Adesso la vera sfida sarà quella di far comprendere all’Asp di Cosenza che Corigliano e Rossano oggi sono una unica realtà cittadina e che non ha alcun senso la distribuzione a metà nei distretti sanitari con Rossano nel distretto Jonio sud e Corigliano in quello Jonio nord. La città dovrà – è quanto sta chiedendo la politica locale con fermezza – essere compresa in un suo distretto sanitario. Possibilmente – è questo in molti lo stanno chiedendo alla Regione – proprio in virtù dell’importanza della terza città della Calabria, con l’istituzione di una nuova azienda sanitaria nella Sibaritide.
lu. la.
