I tre candidati alla carica di primo cittadino Giuseppe Graziano, Gino Promenzio e Flavio Stasi spiegano quali saranno le loro politiche in materia ambientale, sanitaria e di riqualificazione urbana qualora dovessero essere eletti
CORIGLIANO ROSSANO (CS) – I temi ‘caldi’ della campagna elettorale di Corigliano Rossano. I tre candidati alla carica di sindaco spiegano quali sono le politiche che intendono attivare per risolvere i problemi che attanagliano l’area urbana. Flavio Stasi, Gino Promenzio e Giuseppe Graziano spiegano quali interventi metteranno in atto qualora dovessero essere eletti per risolvere l’emergenza sanitaria nella sibaritide, porre fine alla carneficina che si consuma quotidianamente sulla statale 106, riqualificare l’ex centrale Enel ormai da anni abbandonata e non subire le conseguenze delle decisioni dell’ATO rifiuti Cosenza in cui si è paventata la costruzione di un impianto nel Comune di Corigliano Rossano per smaltire la spazzatura dell’intera provincia.
SANITA’
GIUSEPPE GRAZIANO – COALIZIONE IL SINDACO CHE UNISCE
«La competenza è regionale e statale. Io però una volta insediato presiederò il tavolo provinciale sulla sanità e in questa sede avrò la forza istituzionale di poter chiedere tempi certi per la costruzione del nuovo ospedale, personale sanitario e mezzi per i due presidi esistenti. Noi non possiamo avere una sanità inferiore alle altre parti della Calabria e della provincia. Abbiamo una media di 1,9 posti letto, mentre nel circondario di Cosenza si ha una media di oltre 9 posti letto. Questo non è possibile e non possiamo consentire che si appropri della protesta per la sanità il candidato del PD (Gino Promenzio ndr). E’ chiaro che il Partito Democratico ha gestito negli ultimi cinque anni la sanità in Calabria quindi è a lui e ai suoi amici che vanno addebitate le responsabilità di questa tragedia sanitaria che viviamo sul nostro territorio».
GINO PROMENZIO – COALIZIONE CIVICO E POPOLARE
«Finché si costruisce l’ospedale della sibaritide è importante che non vengano depauperati o sottodimensionati i nostri due ospedali esistenti. Puntiamo intanto al mantenimento efficiente dei presidi sanitari esistenti in attesa del nuovo nosocomio e al loro rafforzamento immediato e urgente perché si tratta di un’emergenza vera per operatori sanitari e cittadini ai quali per primi va la nostra solidarietà e vicinanza. Quindi non solo è necessario il mantenimento delle due strutture, ma anche il loro potenziamento in tutti i reparti con una razionalizzazione seria dei reparti stessi. Una terza questione di cui non si parla è che la sanità del territorio deve essere messa in condizioni di lavorare essendo il primo filtro attraverso il quale i pazienti passano prima dell’ospedale e che viene delegata alla buona volontà di tanti operatori, ma ha bisogno di essere ripensata e riattualizzata».
FLAVIO STASI – COALIZIONE CIVICA
«Ci sono due importanti vertenze sulla sanità. La prima è quella degli ospedali esistenti dove manca il personale per cui una delle prime cose da fare sarà quella di convocare il tavolo dei sindaci per chiedere alle strutture sanitarie di integrare il personale dello spoke Corigliano Rossano che oggi è in condizioni indecenti e inaccettabili per un territorio di 200mila abitanti. Non vogliamo che i reparti restino soltanto aperti, vogliamo che ci sia personale medico e paramedico. Poi c’è la grande partita dell’ospedale della sibaritide in cui noi abbiamo preso una posizione netta. Sono anni che i lavori sono fermi e si fanno inaugurazioni per la posa della prima pietra, l’azienda che ha vinto l’appalto non è in grado di realizzarlo, va rescisso il contratto e va fatta una nuova assegnazione. Questi lavori devono partire e il Comune di Corigliano Rossano deve imporre alla classe dirigente regionale questo avvio».
STATALE 106
GIUSEPPE GRAZIANO – COALIZIONE IL SINDACO CHE UNISCE
«Abbiamo un programma condiviso con i cittadini attraverso una piattaforma digitale sulla quale intervengono quotidianamente tutte le persone che hanno interesse a segnalare dei contenuti validi per la città. Questo confronto e partecipazione avviene anche sul tema della statale 106. Intanto bisogna mettere in sicurezza la statale jonica attualmente esistente perché ormai è diventata un’arteria urbana all’interno del perimetro del Comune di Corigliano Rossano. Vanno rese sicure le entrate e le uscite sulla strada statale con la regolamentazione delle complanari e il rafforzamento del trasporto pubblico locale che deve permettere ai cittadini di essere serviti, anche nelle contrade più lontane, con orari fissi degli autobus della Regione. Vi sarà da potenziare anche la linea ferroviaria fra le due stazioni esistenti con l’istituzione di navette veloci che colleghino la città. Ciò farà sì che la ss 106 diventi più sicura per chi ci viaggia ogni giorno. Contemporaneamente dobbiamo chiedere con forza l’avvio delle procedure per l’Ottavo e il Nono Macrolotto che ci collegheranno con Crotone e chiedere intanto gli 11 chilometri che ci separano da Sibari e ci inserirebbero nella tratta europea che va dalla Puglia verso l’Autostrada del Mediterraneo. Questo è quanto per noi bisogna fare al fine di migliorare la viabilità e l’accessibilità alla nostra città».
GINO PROMENZIO – COALIZIONE CIVICO E POPOLARE
«Ci abbiamo messo la faccia già dallo scorso luglio insieme all’associazione Basta Vittime sulla Statale 106. Il Terzo Megalotto deve partire immediatamente, senza indugi, perché la connessione con il resto dell’Italia ci serve come il pane. La messa in efficienza della strada statale 106 è un obbligo anche morale oltre che il maggiore impegno affinché l’economia di questa terra si sviluppi. Vigileremo. Da sindaco costituirò un tavolo sulla vigilanza e di progettualità sulla statale 106 e quindi promuoveremo insieme agli altri primi cittadini del territorio un’unità di supporto alla progettazione e di controllo in qualità di sindaco della principale città attraversata dalla statale jonica».
FLAVIO STASI – COALIZIONE CIVICA
«Non è una competenza direttamente comunale, ma riteniamo che il governo di una grande città come quella di Corigliano Rossano debba intervenire. Chiederemo un tavolo in Prefettura con l’azienda e l’ente appaltante del Terzo Megalotto della 106 per chiedere immediatamente l’avvio dei lavori perché è una struttura vitale per questo territorio. Poi c’è la questione dell’altro Megalotto dove riteniamo che gli 800 milioni di euro stanziati dall’Anas per la messa in sicurezza del tratto esistente vanno bloccati perché bisogna investirli nel raddoppio della 106 almeno fino a Corigliano Rossano. E’ una città grande e deve essere ben collegata».
CENTRALE ENEL
GIUSEPPE GRAZIANO – COALIZIONE IL SINDACO CHE UNISCE
«L’Enel è inadempiente nei confronti di questo territorio da più di dieci anni perché non produce più energia elettrica. Questa centrale è inattiva da un decennio e non produce neanche lavoro. Ho già parlato con il ministro dell’Ambiente che è il mio collega e amico generale Sergio Costa per convocare un tavolo interistituzionale con il Ministero dello Sviluppo Economico, la Regione Calabria e con l’Enel per chiedere che quest’ultima faccia attraverso un organismo terzo un piano di caratterizzazione delle matrici inquinanti dell’area della centrale al fine di bonificarla. Poi si potrà parlare di sviluppo e di un nuovo insediamento in una zona strategica visto che è al centro della città che può avere un interesse importante per il futuro dei nostri figli. Per dare lavoro e occupazione».
GINO PROMENZIO – COALIZIONE CIVICO E POPOLARE
«Non tocca al Comune avere un’idea di progettazione. In realtà lì c’è un problema di bonifica del sito e quindi di capire se esiste la possibilità di mettere insieme il disinquinamento creando un’opportunità di rilancio dell’area. Bisogna utilizzare ciò che è in dismissione per capire se può fungere da supporto, da substrato, ad un’esperienza economica compatibile ambientalmente, socialmente e che si sposi con l’agricoltura del territorio. Chiediamo all’Enel che la centrale sia messa a disposizione di tutti e chiediamo chiarezza perché ci serve sapere chi presenta i progetti, cosa intendono fare, chi investe il capitale, quanto tempo ci vuole, che impatto ambientale può avere, che tipo di maestranze può impiegare e quale sarà la durata dei lavori. Noi ci faremo i fatti di tutti. L’Enel è un colosso che ha lavorato qua, che in qualche maniera necessita di rispetto, ma chiediamo anche noi a nome dei cittadini rispetto perché non vogliamo conoscere ciò che ci riguarda».
FLAVIO STASI – COALIZIONE CIVICA
«Abbiamo interloquito con Enel in qualità di consiglieri comunali prima e nella qualità di attivisti dopo. Abbiamo spesso ribadito l’esigenza di fare chiarezza con la comunità: Enel deve confrontarsi con i cittadini di Corigliano Rossano ed assumersi delle responsabilità nei loro confronti. Nello specifico, l’ex Consiglio comunale di Rossano ha dato degli indirizzi precisi. La riconversione del sito è possibile solo nell’ambito turistico, agroalimentare e ricettivo. Se ci sono dei progetti validi sul piano degli investimenti va bene, altrimenti Enel entro un anno per quanto ci riguarda dovrà avviare i lavori di smantellamento e bonifica. Non può tenere in ostaggio una zona enorme al centro delle due aree urbane e al centro di 30 chilometri di costa che il nuovo governo dovrà assolutamente integrare e valorizzare».
RIFIUTI
GIUSEPPE GRAZIANO – COALIZIONE IL SINDACO CHE UNISCE
«La normativa prevede, come per la sanità, che sia il sindaco del Comune più grande a presiedere l’Ambito Territoriale Ottimale per i rifiuti della provincia e che la sede dell’ATO sia nel Comune più popoloso. Quindi dal 28 maggio, da quando io sarò sindaco, sarà spostata in questo territorio e si andrà a declinare un’organizzazione nell’ambito provinciale per cui i rifiuti dovranno essere differenziati e se c’è da smaltire in piattaforma dovrà essere fatto in base alla produzione che c’è nei vari territori. Su questo non c’è alcun dubbio ed è quello che farò. Piuttosto dobbiamo andare a vedere quali sono le responsabilità di questo impianto che abbiamo a Bucita perché è stato creato tanti anni fa quando il sindaco era uno dei sostenitori del candidato giovane».
GINO PROMENZIO – COALIZIONE CIVICO E POPOLARE
«Il problema dei rifiuti è enorme. Tendenzialmente non credo che qui abbiamo tanta voglia di diventare la discarica di nessuno. Abbiamo il dovere di avviare una riflessione profonda su quella che è la gestione dell’ambiente in questa parte di Calabria che insiste su aree ad altissimo rischio. Siamo tra aree a rischio come il crotonese e Taranto, la piana di Sibari è piena di problematiche c’è la questione delle ferriti ancora per certi versi non completamente risolta. Sui disastri ambientali siamo la capitale, basta guardare la questione di Thurio. Sull’ambiente abbiamo la necessità di fare un importante approfondimento scientifico non solo politico. Sulla possibilità di diventare il luogo di conferimento dei rifiuti di tutta la provincia sarà difficile non impegnarsi contro questa idea».
FLAVIO STASI – COALIZIONE CIVICA
«Abbiamo già espresso la nostra posizione rispetto alla gestione dei rifiuti su questo territorio. L’Ambito Territoriale Ottimale di Cosenza è paradossalmente non ottimale, è un ambito territoriale sbagliato. La provincia di Cosenza è troppo grande, troppo diversa, troppo mal collegata per poter pensare di avere un solo ATO. Ciò significherebbe far pesare sul nostro territorio, perché storicamente è così, tutte le inadeguatezze dell’intera provincia. Non siamo d’accordo su questa impostazione. La città di Corigliano Rossano dovrà avere il suo ambito territoriale ottimale nel quale c’è già un impianto di trattamento che è quello di Bucita e nel quale si può avviare un discorso serio di raccolta differenziata, riutilizzo, riciclo, compostaggio e quindi chiudere il ciclo dei rifiuti. Sicuramente non ci stiamo a fare come nel passato la discarica e il polo di trattamento dell’intera Calabria, in questo caso di tutta la provincia di Cosenza».
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