Ha partecipato al sopralluogo anche il vicepresidente del Consorzio di bonifica dell’Alto Jonio, Stefano Pirillo, responsabile dell’erogazione dell’acqua
CORIGLIANO-ROSSANO – La senatrice cinquestelle Rosa Silvana Abate ha incontrato gli agricoltori del comprensorio di Apollinara per discutere con loro di una serie di problemi che hanno rilevato sull’approvvigionamento idrico ed in particolare nel periodo estivo col calo delle piogge. Ha partecipato al sopralluogo anche il vicepresidente del Consorzio di bonifica dell’Alto Jonio, Stefano Pirillo, responsabile dell’erogazione dell’acqua nella zona. Dalle lamentele dei produttori è emerso che il problema principale riguarderebbe i volumi di acqua messi a disposizione per il comprensorio. Il bacino dal quale si approvvigiona la contrada di Apollinara, infatti, si trova in località Fedula nel comune di San Lorenzo del Vallo, localizzato più a monte. A questo dovrebbe fornire acqua il Consorzio di bonifica di Mormanno il quale, però, sembrerebbe non dispensare regolarmente i volumi d’acqua al Consorzio di bonifica dell’Alto Jonio che gestisce il bacino. A Fedula, infatti, si dovrebbe rifornire il suddetto bacino di circa cinquantamila metri cubi d’acqua che dovrebbe servire poi diversi comuni come Terranova da Sibari, Spezzano Albanese e Corigliano con la località di Apollinara. Oltre a questa discrepanza, poi, sembrerebbero esserci altre anomalie. C’è, infatti, anche un problema nella condotta stessa in partenza da Fedula. Essa, infatti, pure prevedendo dei tubi con diametro di portata di milleduecento millimetri, si riempie solo della metà (seicento millimetri) svuotandosi, quindi, con facilità. Senza contare i numerosi allacci incontrollati (senza contatori) presenti in particolare nella parte sud della linea che farebbero perdere completamente pressione al getto d’acqua rendendo impossibile l’irrigazione dei raccolti. I problemi maggiori sorgerebbero in particolare con la turnazione estiva col calo delle piogge. «Abbiamo deciso – ha chiarito la Abate – di intervenire di concerto col Consorzio di bonifica dell’Alto Jonio. Si lavorerà, in particolare, ad un progetto da finanziare per ripristinare la condotta, lunga circa dieci chilometri, su cui è innestata la tubazione con un diametro di portata di seicento millimetri per portarla ai milleduecento millimetri originari; ridefinire e formulare un’adeguata turnazione per i vari utenti in regola con il pagamento delle quote; verificare, infine, che le cubature d’acqua per i quali gli agricoltori pagano il ruolo al consorzio corrispondano a quanto erogato o se ricevano più acqua del necessario. Un’operazione, quest’ultima, che sarà possibile non appena la Regione avrà provveduto ad installare, su mia esplicita richiesta, i sistemi di controllo e misura d’acqua come confermato dalla comunicazione dello stesso Ente regionale, datata 25 ottobre 2018 con protocollo 362031, con la quale mi veniva confermato che si sarebbe provveduto a breve a dotare di misuratori di portata d’acqua i terreni del comprensorio coperto dal Consorzio di bonifica dell’Alto Jonio».
