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Per Il Fatto Quotidiano a Corigliano Rossano una rivoluzione elettorale

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Il giornale nazionale, diretto da Marco Travaglio, commenta il risultato della prima tornata di voto

 

 

Corigliano-Rossano — Il fatto quotidiano, il giornale nazionale diretto da Marco Travaglio, ha raccontato dalle sue pagine il successo di Flavio Stasi.  Un’impresa che il Fatto non esita a definire “una grande rivoluzione elettorale in Calabria, a prescindere dall’esito finale che verrà”. Un’impresa realizzata a “Corigliano-Rossano, un complesso territoriale da poco più di un anno costituitosi in fusione tra due municipalità importanti, a seguito d’un referendum consultivo: 77mila abitanti, ovvero il comune più esteso, per superficie territoriale, della Calabria. Siamo nella Piana di Sibari: Rossano, città che fu strategica per l’Impero di Bisanzio (che non a caso custodisce il Codex purpureus), dove la terra è rossa e di sovente spira vento di Ponente, famosa per la liquirizia; Corigliano, culla dell’agricoltura di qualità, dalle clementine al riso sino alla lavanda. Siamo in pieno Daq (Distretto agroalimentare di qualità di Sibari), uno di rari esempi, in Calabria, d’imprese virtuose al servizio d’un territorio operoso, che hanno saputo innovare l’agricoltura introducendo nuove produzioni: dalle albicocche ai melograni fino alle bacche di goji. Un luogo bagnato dal cristallino mar Jonio di Capo Trionto, sede d’un porto poco utilizzato, dove nella Schiavonea di Rino Gattuso esistono una flotta peschereccia e un mercato ittico tra i più importanti del Mezzogiorno e dove di questi tempi passeggiando nei “giardini” (così li chiamano da queste parti i terreni da coltura) puoi sentire, forte, l’odore delle zagare in fiore”. A descrivere il contesto in cui è nata la vittoria di Stasi è Eva Catizone, ex sindaco di Cosenza che, nel prosieguo, fornisce anche un ritratto del giovane ingegnere rossanese. “Classe 1983, occhi cerulei, sorriso sornione, ingegnere formatosi in quella culla di produzione di cervelli che è l’Università della Calabria, Flavio Stasi è un attivista da sempre, impegnato in battaglie socioambientali mai urlate ma sempre rivendicate: dalla lotta alla criminalità organizzata (che in questo territorio è presente) alla tutela dell’ambiente a partire dalle bonifiche del fiume Oliva o della Pertusola di Crotone; dalla denuncia dell’emergenza sanitaria a quella dell’assenza di collegamenti ferroviari a lunga percorrenza, tanto più grave per una zona strategica come questa; dall’aver compreso l’importanza delle fonti energetiche rinnovabili ad un nuovo modo di fare politica: fresco, diretto, senza fraintendimenti o mediazioni. Il tutto condito da una mitezza caratteriale: una mano di ferro rivestita da un guanto di velluto. A volerla dire con Séguéla: la force tranquille”