Il candidato del Coraggio di Cambiare ritiene non più differibile un dibattito pubblico su programmi, idee e prospettive della neonata città
CORIGLIANO ROSSANO – Il guanto di sfida adesso è stato gettato. Il terreno su cui è adagiato è la fertile piana tra Corigliano e Rossano ove il 9 giugno i cttadini saranno chiamati a nominare il primo sindaco della neonata città.
A lanciare il guanto è stato il candidato a sindaco, Giuseppe Graziano. Il quale in una nota, diffusa agli organi di stampa, afferma: “credo sia necessario e non più differibile un confronto pubblico tra i due candidati a sindaco di Corigliano-Rossano per discutere di programmi, idee e prospettive della nostra Città. Non un duello ma un dialogo costruttivo nel solo interesse dei cittadini. Il nuovo governo civico di Corigliano-Rossano avrà la grande responsabilità di incidere in modo definitivo sullo sviluppo dell’intero territorio della Sibaritide. E non ci saranno appelli. O si sa in che direzione indicare il timone oppure sarà il baratro. Non possiamo sbagliare. Ecco perché chi è candidato a diventare sindaco avrà la responsabilità delle cose che dice e propone ma soprattutto dovrà avere il coraggio e le competenza per farle”. Il generale chiede di offrire alla cittadinanza un confronto “per portare alla gente verità e una visione oggettiva della grande sfida che ci attende”. Per il leader del Coraggio di cambiare «ci sono tante emergenze in questo angolo di Calabria da dover affrontare, aggredire e risolvere. Anzi, tantissime. Ma dobbiamo avere anche la capacità e le competenze per poterle risolvere. Ululare alla luna non porta l’acqua nelle case, non porta sviluppo, non porta lavoro, non porta servizi. Non porta nulla. Serve lavorare come le api, tutti insieme, ma a guidarle ci deve essere qualcuno che lo sappia fare e deve essere una persona capace. Io non ho mai messo in dubbio l’onorabilità personale del mio competitor ma sarebbe altrettanto corretto che lui stesso difendesse la mia di onorabilità che è stata mortificata, infangata e offesa da falsità e menzogne inaudite. Prenda le distanze Flavio Stasi dalla campagna diffamatoria montata sul mio conto e che non trova riscontro da nessuna parte”. Inoltre si chiede all’avversario politico di marcare distanza anche dai potentati ostili al comprensorio jonico.
Graziano quindi torna sui venticelli, gonfi di maldicenze, che hanno spirato, da più lati, attorno alla sua figura: “sono stato dipinto come se fossi un bandito o chissà quale altra razza di malfattore. Queste dicerie hanno toccato la suscettibilità della mia famiglia. L’hanno portata allo stremo e non consento più a nessuno di andare oltre. Sinceramente, non mi ero accorto del cumulo di letame che è stato sparso sulla mia persona. Non ne avevo avuto la percezione, impegnato come sono stato e come sono tutt’ora a creare un futuro per questa terra nella quale viviamo tutti con difficoltà ma con la speranza, però, che potremo continuare a viverci con dignità». In conclusione la forte rivendicazione di una campagna elettorale portata avanti all’insegna della lealtà e della trasprarenza: “tutte le mie spese sono tracciabili e posso dimostrare al centesimo i soldi spesi per l’attività politica”. La chiusura della nota ricorda la volontà di accedere ad un confronto sui contenuti, perchè questo “sarebbe la più alta forma di rispetto reciproco tra avversari politici”.
