Al nuovo primo cittadino, Flavio Stasi, il compito di medicare le tante ferite subite dalla comunità
Corigliano Rossano – E’ nu juorno buono. Lo prometteva fin dall’inizio la colonna sonora che ha accompagnato il trentaseienne ingegnere rossanese nella rincorsa alla fascia tricolore cittadina. Una vittoria schiacciante e che non lascia adito a dubbi. Finisce una campagna elettorale, iniziata quasi in sordina ma cresciuta di intensità con il rincorrersi di comizi ed incontri tra contrade, centri storici e città. Peccato per la fase conclusiva, come troppo spesso accade, condita da spargimenti di veleno. Spesso amplificati da una cassa di risonanza che solo internet puo’ garantire. Ed a danno esclusivo della neonata città che sarà la prima a doversi leccare le ferite per quanto subito sulla sua pelle. Oggi è comunque nu juorno buono per Flavio Stasi e la sua squadra che, già da domani, dovrà confrontarsi con i tanti problemi che affliggono una comunità ormai provata. Il trauma della soppressione del Tribunale di Rossano è stato solo il primo campanello eclatante di allarme. Una offesa da cui la città sembra non essersi ancora ripresa. Ma è stato solo il primo dei colpi inferti. E’ un proseguire ininterrotto di tagli ai servizi sulla costa jonica. Con il caso sanità a farla da padrona. E la punta di un iceberg,vista solo qualche giorno fa, con la sospensione delle attività nel reparto di Pediatria a Corigliano. E sulle infrastrutture? Sul tappeto sempre i soliti problemi dalla mobilità viaria sino a quella sui binari ferroviaria. Un compito non semplice quello cui sarà chiamato Stasi. Mettere al centro dell’agenda politica, in tutte le sedi competenti, la comunità di Corigliano Rossano ed i suoi ottantamila abitanti. Ma oggi è ancora il giorno della festa. E tutti intonano, da Piazza Salotto passando per il centro storico rossanese sino alla Marina di Schiavonea per finire alle scale di Piazza Le Fosse, le strofe di Rocco Hunt : “Dimentica di andare fuori per lavoro Le nuove aziende fioriranno nel tuo territorio Dimentica le banche, le presteremo noi a loro Zero padroni, gli ruberemo il trono Non c’è la fila allo sportello (e comm’è!) Se tifi un’altra squadra sei lo stesso mio fratello Fate l’amore invece di impugnare quel coltello La violenza è stata sempre il metodo di chi non ha cervello Tagliate quella linea che divide nord e sud Guardo il cielo per cercare chi purtroppo non c’è più E’ un giorno nuovo anche per loro E son sicuro che un sorriso l’ho strappato Pure a voi lassù!”.

Da domani l’impegno, c’è da giurarci, sarà massimo. Quest’impegno non glielo chiedono solo i cittadini corissanesi ma glielo chiede tutto l’hinterland della Sibaritide. Ora c’è bisogno di nu juorno buono per tutta la Sibaritide
