Stasi si dice anche pronto ad accogliere proposte dalla minoranza: «Senza preclusione e steccati, purché si parli di politica»
CORIGLIANO-ROSSANO – È arrivato alle 7 in Comune per essere subito al lavoro. Ha aspettato che arrivasse il primo dipendente per aprire il portone.
Si insedia ufficialmente domani Flavio Stasi. Il sindaco di Corigliano-Rossano che forse non si aspettava questo risultato che definisce: «Veramente oltre le aspettative. Sono molto contento». È andato oltre le aspettative, infatti, perché «C’è stato un voto unanime della città aldilà dei vecchi confini cittadini, dei territori, dei ceti sociali. È una cosa bella che mi riempie d’orgoglio e mi carica di responsabilità».
C’è riuscito, è riuscito a fare sintesi, ad unire quello che soltanto una fusione sulla carta aveva fatto. Nessuno avrebbe creduto fino in fondo che si sarebbe fatta sintesi, che ci sarebbe stata unione. Ma il giovane Flavio ha unito nel sacro vincolo di un’elezione ciò che tutti avevano preferito lasciare distante (di proposito). Sempre Flavio, originario del centro urbano di Rossano, è riuscito a prendere 7mila voti a Corigliano al primo turno. La gente era stanca ed ha voluto non soltanto cambiare pagina, ma mettere una pietra sopra al passato.

L’elemento che ha fatto presa? I giovani e il loro disagio. Il disagio di chi ci vive a Corigliano-Rossano e di chi è andato via per studiare, lavorare. Ma vorrebbero tornare: «Hanno visto in me qualcuno senza calci (raccomandazioni). Io i calci li ho presi».
Da dove inizierà il sindaco Stasi? L’insediamento è domani, ma ci sono urgenze per l’estate: «E sono costretto a partire da lì: programmazione estiva, decoro urbano. Non possiamo perdere l’anno». E domani chi avrà accanto il sindaco? «Preferirò una giunta politica e di competenza per ogni settore. Non metteremo filosofi all’urbanistica».
Il sindaco rivelazione non è stato in fondo una sorpresa, si era già candidato tre anni fa a Rossano e per 100 voti non finì al ballottaggio. La vera incognita-rivelazione è stata la città unica. Che si diceva avrebbe votato per campanile: «Bisogna dare risposte ai bisogni della gente e non c’è campanile che tenga».
Stasi si dice anche pronto ad accogliere proposte dalla minoranza: «Senza preclusione e steccati, purché si parli di politica».
