Il primo cittadino di Matera, Raffaele De Ruggieri, ha ripercorso storia ed ascesa della capitale europea della cultura
CORIGLIANO ROSSANO – Il racconto di Matera. Ma sopratutto l’esempio della sua gente. Che ha voluto riscattarsi e proiettarsi nel futuro. Prepotentemente coltivando un sogno: diventare la capitale europea della cultura. Quanti spunti e quanti suggerimenti potremmo acquisire dalla vicina città lucana per affrontare un cammino, non semplice sicuramente, verso un decollo dello sviluppo turistico del nostro territorio. Attorno a queste riflessioni, il sindaco di Matera, l’avvocato Raffaele De Ruggieri, ha calamitato l’interesse di quanti sono accorsi presso il Palazzo San Bernardino di Rossano presso la sala “Giovanni Sapia” ad ascoltarlo e ad applaudirlo. A condurre l’intervista Lenin Montesanto che, con spunti e interventi, ha cadenzato il ritmo del colloquio col sindaco della capitale europea della cultura. Una vera e propria lectio magistralis, quella tenuta dal primpo cittadino materano, intervallata anche dalla proiezione di immagini filmati inediti relativi al cappolugo lucano. L’intervista ed il dibattito sono stati poi, sollecitati dalle provocazioni e dalle riflessioni del giornalista Alfonso Bombini.
Nell’occasione dell’intervista pubblica, è stato presentato il brand di comunicazione turistica e culturale ideato, progettato e donato alla Città dal responsabile comunicazione strategica dell’Ente Lenin Montesanto. Nel brand che ripropone le bellezze del territorio c’è una sintesi del meglio di Corigliano Rossano. “Dalla chiesetta della Panaghia (Tutta Santa), alla Cattedrale della Achiropita che custodisce il dipinto della Madonna non dipinto da mano umana; dalla Torre dell’Orologio, nella centrale Piazza Steri, all’Oratorio bizantino del San Marco, passando dall’abbazia del Patire al Castello Ducale, tra i manieri del Meridione meglio conservati; fino al Quadrato Compagna o Palazzo delle Fiere, a Schiavonea, al Castello di San Mauro, la Torre del Cupo e la Chiesa di San Francesco. Al Codex Purpureus Rossanensis, marcatore identitario distintivo. – Sono i monumenti di cui si compone l’immagine ispirata agli skyline delle grandi città metropolitane del mondo. Come New York o Hong Kong”. Sono tanti e di valore i luoghi che hanno ispirato il progetto grafico. Del quale una copia è stata donata anche al primo cittadino materano ed è stato realizzato dall’agenzia Eurografic. Ma le curiosità non finiscono qui. “Dalla scelta del colore, purpureo, per richiamare la cromia delle preziose pagine del Codex al font, il Palatino, carattere molto usato in ambito informatico, così denominato in onore del rossanese Giambattista Palatino, rinomato calligrafo del ‘500. La silhouette del frontespizio della Tavola dei Canoni, contenuta nel codice miniato rossanese, patrimonio Unesco, a rappresentare l’alba, l’abbraccio che unisce le due originarie Città. – Sono, questi, alcuni degli elementi intorno ai quali si sviluppa lo skyline che evidenzia e mette insieme, per la prima volta, i principali marcatori identitari e distintivi di Corigliano Rossano – Città d’Arte.”
