Il timore è che possano riprendere vigore sentimenti nostalgici quando le due comunità erano separate
CORIGLINO ROSSANO – All’indomani dell’elezione di Flavio Stasi, primo sindaco della città unita di Corigliano Rossano. Già circolano i primi scritti in chiave antifusionista. Il web ospita dichiarazioni che vorrebbero mettere in discussione tutto il cammino fatto per arrivare alla fusione di Corigliano Calabro e Rossano. In particolare nell’articolo vengono ripercorse le ragioni di un antico passato che vedevano le due città divise per intenti e tradizioni, per principi ispiratori e valori fondanti.
Mossi rilievi anche in relazione ai presunti vantaggi che deriverebbero dall’operazione fusione. Contestati anche i motivi principali che hanno convinto tanti sostenitori della fusione. Dalle considerazioni economiche che vengono drasticamente ridimensionate. Passando per l’importanza geopolitica assunta da un comune cosi’ grande, destinato, sempre e comunque, a soffrire l’ingombrante ruolo dettato dal capoluogo Cosenza. Passando per i controversi vantaggi in tema di risparmi della macchina amministrativa e di riduzione delle tasse per i cittadini. Osservazioni che vorrebbero cancellare anni ed anni di fatica per arrivare ad un risultato che appare pero’ inconfutabile.
Oggi Corigliano Rossano è la prima città della Calabria per estensione e la terza per fascia di popolazione. Restiamo in attesa di dati economici dettagliati per sapere con certezza se sia anche prima per ricchezza prodotta. Elementi che non possono essere mortificati da nostalgie di qualsiasi tipo. Opinioni rispettabilissime per carità, ma che rischiano di aprire un fronte, al momento sopito, nell’agone politico. Il timore è che queste pulsioni antifusioniste si alimentino anche nei ranghi partitici e il progetto di fusione, ai primi vagiti di nascita, possa già subirne conseguenze negative.
