Interviente Francesco Maria Tedesco che non esita a indicare il neo sindaco di Corigliano Rossano come modello per un Sud diverso
CORIGLIANO ROSSANO – La prima a scriverne era stata Eva Catizone. In un corposo articolo, pubblicato su “Il fatto quotidiano” veniva raccontata l’esaltante campagna elettorale che aveva portato l’outsider Flavio Stasi al turno del ballotaggio con Giuseppe Graziano per la conquista dello scranno più alto della città di Corigliano Rossano.
Ora a scriverne è Francesco Maria Tedesco, filosofo della politica. Il filosofo analizza il fenomeno politico avvenuto in quel di Corigliano Rossano. Il fenomeno Stasi viene sviscerato dal punto di vista politico. E ne vien fuori il dato soprendente di cinque sparute di liste di candidati consiglieri che riescono a sbaragliare avversari con liste di gran luna più abbondanti (Graziano ne contava tredici, mentre Promenzio arrivava a nove).Tedesco spende anche parole di encomio per la storia personale di quel ragazzo, cresciuto a movimentismo ed ambientalisimo, tra lotte per il ripristino del diritto alla mobilità e contrasto alla ecomafia, e che non si è mai tirato indietro nel denunziare i tagli e i disservizi che il nostro territorio stava subendo.
Per il filosofo della politica Stasi, con il suo excurusus di attivismo coraggioso, è la rappresentazione di un esempio di civismo, lontano dalle logiche antiche dei partite, di cui il Sud ha ora più che mai bisogno.
