Per il noto imprenditore turistico di Marina di Sibari, colpito da tre atti intimidatori in pochi giorni, basterebbe poco per risolvere la crisi occupazionale del territorio
MARINA DI SIBARI – CASSANO IONIO – Tre atti intimidatori compiuti a distanza ravvicinata, tre atti violenti e vili ai danni dell’imprenditore Luigi Sauve, proprietario del Minerva Club Resort a Marina di Sibari, una delle strutture turistiche calabresi più grandi e funzionali. Romano di nascita ma calabrese per scelta, come lui stesso si definisce, un uomo che non ha mai nascosto i tentativi intimidatori subiti in passato ma che li ha sempre prontamente denunciati, Luigi Sauve ha scelto questa parte di Calabria, la piana di Sibari come luogo nel quale operare coscientemente una scelta imprenditoriale che conta al suo attivo cinquecento dipendenti stagionali e più di tremila posti letto che fanno del suo resort, uno degli attrattori turistici maggiori, non solo della costa Ionica calabrese ma di tutta la Regione.

Ripercorriamo brevemente quanto accaduto in poco più di dieci giorni. E’ il 29 dicembre scorso, quando le fiamme avvolgono la sala Giunone, una delle bellezze del Minerva Club Resort, distruggendola. Trascorrono pochi giorni, è il 5 gennaio e questa volta è l’auto di un suo collaboratore ad essere avviluppata dal fuoco. Come se non bastasse, il 9 gennaio tocca alla lavanderia del villaggio turistico. I vigili del fuoco hanno impiegato più di dieci ore per domare le fiamme che hanno distrutto tutta la biancheria del resort, sia quella dedicata alle sale che quella delle stanze da letto. Ma la conta dei danni non sembra finire poiché ad oggi non si ha contezza di quelli subiti dai macchinari ed alle lavatrici industriali ubicate nei locali andati a fuoco; sarà tutto più chiaro nei prossimi giorni, poiché la struttura è ancora posta sotto sequestro per le indagini in corso.

Da una prima stima, i danni complessivi, sembrerebbero ammontare a circa sei-settecentomila euro. Non solo una ferita aperta ma una corsa contro il tempo per rialzarsi, per riaprire, perché la stagione turistica è vicina e dalle sorti del resort dipendono quelle di tantissimi lavoratori e la serenità economica delle loro famiglie. “Dobbiamo risollevarci assolutamente, purché ci siano i tempi. Purtroppo questa Calabria è una terra di incongruenze, una terra bellissima che meriterebbe di più: uno sviluppo più importante. Siamo afflitti da una grande mancanza di infrastrutturale che mortifica lo sviluppo di tutta l’area. Questo territorio, con le infrastrutture giuste potrebbe essere la California dell’Europa. Lo dico perché viaggio molto per lavoro e vedo molte Regioni nelle quali sono stati costruiti insediamenti turistici importanti e si vede, che oltre agli sforzi dei privati, sono stati fatti investimenti importanti da parte dei governi centrali.

Purtroppo temo che al Governo centrale, della Calabria, non importi molto. Ma la colpa maggiore è la nostra, di noi calabresi, ed io mi ci metto perché mi considero un calabrese per scelta, dovremmo puntare i piedi, farci sentire. Abbiamo bisogno che le Istituzioni si occupino in maniera seria della Calabria, questo luogo, ha enormi potenzialità turistiche e viene totalmente sottovalutato. E’ una cosa che non meritano né il territorio né la gente industriosa che lo vive.” E che la piana di Sibari stenti a decollare ed ad avere una propria autonomia infrastrutturale è sempre più visibile, basta pensare all’interminabile Salerno-Reggio Calabria, alla ferrovia Ionica, alla statale 106 bis, al sistema aeroportuale calabro, fatta eccezione per l’aeroporto di Lamezia Terme, infrastrutture sotto potenziate e non all’avanguardia.

“Se contiamo che per terminare lo svincolo autostradale di Sibari, che è un punto nevralgico verso la nostra Piana, sono stati impiegati dall’Anas cinque anni e che per l’ammodernamento della statale n. 486 ne sono trascorsi altri quattro, fa riflettere, perché sono opere che in altri contesti avrebbero avuto tempi di realizzazione molto più brevi. In Calabria invece i tempi sono biblici, noi non meritiamo questo trattamento ma non protestiamo e il Governo centrale ci ignora. In questo territorio, attraverso investimenti mirati ed intelligenti, si potrebbe risolvere un problema di occupazione che affligge la Regione creando sviluppi nuovi ed enormi prospettive.” Le parole dell’Ingegnere Sauve sono macigni di realtà che ben descrivono la situazione che alcuni imprenditori turistici da tempo urlano a gran voce per il rilancio del settore ed in generale per il rilancio dell’intera area.

“Basta pensare alle politiche di sviluppo adottate ad esempio dall’Andalusia che non ha le bellezze del nostro territorio, né culturali né enogastronomiche ma negli ultimi venti anni ha adottato una politica turistica che conta all’attivo più di dieci milioni di presenze legate al turismo della terza età proveniente dal centro e nord Europa, numeri importanti che ribalterebbero qui da noi la situazione economica attuale. Non è un sogno, lo hanno già fatto. Ci sono cittadine che ospitano stabilmente centinaia di persone che cercano luoghi culturalmente motivanti , e noi potremo offrire tutto questo ed ancora di più in un luogo che climaticamente è il migliore d’Europa. Purtroppo non è con l’arrivo di otto, piuttosto che quattro carabinieri che qui si fa la differenza, questa non è la posizione che deve prendere il Governo, è un palliativo, ci vogliono interventi seri.”

Una attenta analisi fatta da chi questo territorio lo conosce davvero bene e lo vive da trentasette anni, con tutte le difficoltà del caso ma con una visone diversa e progettuale che guarda avanti e che sagacemente e realisticamente afferma: “Chi ha compiuto questo gesto è stato bravissimo, ha fatto uno slalom perfetto, eludendo tutte le telecamere, sicuramente conosce bene il posto”. Una affermazione obiettiva e disarmante, ma se chiedete, ad un imprenditore come Luigi Sauve, calabrese per scelta, qual è il suo rapporto oggi con il territorio dopo i gravi atti subiti, forse potrebbe stupirsi per una risposta così forte e positiva: “Non ricevevo richieste estorsive da più di dieci anni, sono qui da trentasette e ne ho viste davvero di tutti i colori ma ho un rapporto eccellente con le forze dell’ordine, ho sempre denunciato in maniera costruttiva e puntuale quello che mi è successo. Ma il punto non è questo. Noi non abbiamo bisogno di assistenzialismo, l’assistenzialismo ha rovinato questa Regione, noi abbiamo bisogno di investimenti intelligenti ed infrastrutture, al resto ci possiamo pensare da soli.”

Appuntamento lunedì 4 febbraio alle 16:00 nella sala “Dioniso” del Minerva Club Resort a Marina di Sibari per la manifestazione #SenzaStatoMollo organizzata dal comitato della legalità per la Sibaritide, presieduto dalla stesso Sauve e coordinata da Matteo Lauria, che vedrà, tra gli atri la presenza e gli interventi del Vescovo di Cassano allo Ionio, Mons. Francesco Savino, del Procuratore Capo Eugenio Facciolla, del presidente Commissione contro la ‘ndrangheta Arturo Bova e del Presidente della Commissione Parlamentare antimafia Nicola Morra, per invitare tutti a firmare un “patto della legalità per la sibaritide”.
