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Ordinato il dissequestro del nuovo ospedale del gruppo iGreco

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Gli avvocati difensori della famiglia Greco manifestano la propria soddisfazione in attesa della restituzione dello stabile in cui dovrebbe nascere un nuovo nosocomio privato. La vicenda portò all’arresto del sindaco di Cariati Filomena Greco

 

ROMA – La Suprema Corte di Cassazione annulla senza rinvio l’ordinanza che aveva disposto il sequestro preventivo dell’immobile in proprietà della famiglia Greco di Cariati e nel quale la società IGreco Ospedali Riuniti avrebbe voluto far sorgere un presidio ospedaliero. L’intero immobile sarà restituito dopo che la Procura Generale presso la Suprema Corte, ha accolto i motivi del ricorso averso al sequestro quindi l’annullamento dell’ordinanza. “Sugli stessi presupposti, di violazioni di norme urbanistiche, ricordiamo che, addirittura, pochi mesi or sono, – affermano gli avvocati Vincenzo Belvedere e Giuseppe Labonia difensori della famiglia Greco – erano state richieste ed ottenute finanche misure cautelari personali, rivisitate ampiamente dai giudici superiori.

 

 

La VI Sezione penale della Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio il provvedimento di sequestro, ordinando l’immediata restituzione dell’immobile ai legittimi proprietari. Il sequestro preventivo era stato emesso nell’ambito dell’operazione Platone condotta dall’ufficio di Procura del Tribunale di Castrovillari che aveva ipotizzato a carico del Sindaco di Cariati, Filomena Greco, nonché del responsabile dell’Ufficio Tecnico, Giuseppe Fanigliulo e di Saverio Greco il reato di corruzione aggravata sul presupposto che l’immobile de quo fosse stato oggetto di permesso di costruire in sanatoria ex L. 47/85 rilasciato in spregio alla vigente normativa edilizia ed urbanistica.

 

 

In particolare, la Procura della Repubblica c\o il Tribunale di Castrovillari contestava la mancanza del parere rilasciato dell’Autorità di Bacino, necessario per gli immobili ricadenti in zone sottoposte a vincolo idrogeologico. Tale erronea interpretazione della normativa vigente prospettata dalla Procura Castrovillarese si fondava sulla scorta di palesemente erronee valutazioni – secondo i legali della famiglia Greco – di un consulente che non solo ignora una norma cogente, l’art. 5 comma 10 delle norme di attuazione del P.A.I., documento rilasciato dalla medesima Autorità di Bacino, in data 15.4.2019, ove è espressamente attestato che tale ultima non è tenuta ad esprimersi sul parere quando la sanatoria degli immobili è stata richiesta, come nel caso specifico, anteriormente all’entrata in vigore del P.A.I. Su tali presupposti si sono ottenute misure cautelari personali e reali, che il Supremo collegio ha prontamente corretto”.