Pericolosi disservizi nella gestione delle urgenze
CORIGLIANO ROSSANO (CS) – Sui soccorsi nella sibaritide si interviene, quasi sempre, senza medici e senza infermieri. A bordo delle ambulanze volontari che hanno seguito dei corsi base ed autisti. Il loro compito è quello di accompagnare l’utente in ospedale. E basta. Una pratica che consente alla centrale operativa di dirottare verso le emergenze più critiche le ambulanze medicalizzate: ce n’è una per ogni ospedale Cariati (solo privata), Rossano, Corigliano e Trebisacce. Usanza, dettata sicuramente dalla carenza di personale (per coprire i turni di un’ambulanza servirebbero 9 persone al giorno), che diventa un vero e proprio problema quando sono i casi più gravi ad essere gestiti da volontari ed autisti. Operatori che pur lavorando con dedizione non hanno competenze tali da poter fare diagnosi istantanee ed in pochi minuti stabilire quale farmaco somministrare e di che tipo di specialista ha bisogno il paziente per indirizzarlo nell’ospedale più adatto. Chi lo fa? I medici dalla centrale operativa, telefonicamente. Succede così che nella sibaritide, territorio estremamente vasto, un ventenne con il ventre ‘squarciato’ a causa di un incidente stradale è stato preso in carico dai volontari e portato al Pronto Soccorso di Rossano, operato d’urgenza e ricoverato in Rianimazione. Nel tragitto non è stato ‘intubato’ e neanche ‘incanulato’, non per cattiva volontà degli operatori, ma perché se anche ne avessero le capacità, non potrebbero farlo. E’ infatti di loro competenza solo l’accompagnamento in ospedale di codici Bianchi e Verdi, soccorsi ‘lievi’.
Ciò congestiona i Pronto Soccorso, in particolare quello di Rossano che lavora con un solo medico. Un esempio. Se il paziente ha bisogno urgente di un neurologo, però l’autista e i volontari non hanno gli strumenti per capirlo, viene portato nel Pronto Soccorso di Rossano anche se la Neurologia è a Corigliano. Una perdita di tempo vitale per chi deve essere soccorso in tempi celeri, per l’ambulanza che resta occupata e per il medico di turno impegnato a fare altre visite. Il fenomeno è diffuso e palese. Gli accessi al Pronto Soccorso di Corigliano, sono un decimo rispetto a quelli di Rossano dove viene trasportato, non è dato sapere per quale motivo, il 90% dei pazienti ‘prelevati’ dalle ambulanze. Eppure si tratta di due strutture complementari che formano l’ormai famigerato spoke di Corigliano Rossano e che soffrono allo stesso modo la carenza di personale. Una situazione insostenibile per il Pronto Soccorso del nosocomio rossanese che già vive in una situazione di estrema precarietà. Intanto nella gestione delle emergenze nella sibaritide si registra un ritorno al passato, prima dell’istituzione del 118, quando i pazienti in emergenza venivano trasportati come un pacco da autista e portantino. Oggi la dinamica è simile, con l’avanzare inesorabile dei privati che forniscono ambulanza, volontari e autisti all’Asp di Cosenza in cambio di un servizio che per i casi più gravi può risultare estremamente pericoloso.
Caos nel Pronto Soccorso di Rossano, situazione di estremo disagio e degrado (FOTO)
Pronto Soccorso: a Corigliano e Rossano un solo medico, pazienti esasperati
