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Stombi

Sequestro dello Stombi: l’amarezza di AssoLaghi

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La triade commissariale, aveva presentato a metà aprile una richiesta di dissequestro per poter ultimare i lavori di ripascimento del Canale

 

CASSANO – Resta confermato il sequestro della foce del canale Stombi. Amarezza e preoccupazione da parte dell’Associazione “Laghi di Sibari”, l’ente che garantisce i servizi comuni all’interno del centro nautico. «Siamo davanti ad un dato che, senza mezzi termini, è oltremodo negativo e getta ombre lunghe e minacciose sull’ormai imminente stagione estiva. Sarebbe intollerabile ritrovarsi, ancora una volta, reclusi all’interno delle darsene, senza possibilità di veder garantito l’accesso al mare». Prosegue Guaragna: «Una situazione del genere, oltre a vanificare tutti gli sforzi sin qui compiuti per restituire un minimo di decenza e decoro al nostro centro nautico, si tradurrebbe per il nostro porto turistico in una inappellabile condanna di morte. È chiaro che non assisteremo inermi ad un simile scenario: siamo pronti ad azioni di protesta, anche eclatanti, per impedire un finale del genere». Intanto, probabilmente già in giornata, anticipa Guaragna, «sarà formalizzata richiesta di incontro urgente col Comune di Cassano: abbiamo necessità di capire, in tempi rapidissimi, quali siano le azioni che Palazzo di Città intende mettere in campo per uscire da uno stallo ormai insostenibile. Chiederemo di poter essere ricevuti anche in Procura, nell’ottica di favorire una comprensione esatta dell’effettivo stato delle cose. Successivamente, attraverso forme e modalità che consentano il contatto costante con gli associati, decideremo quali iniziative assumere per ottenere un obiettivo che consideriamo irrinunciabile: il ripristino della navigabilità del canale Stombi entro e non oltre la fine di Giugno».

Il Canale dello Stombi resta sotto sequestro. Lo ha deciso il sostituto procuratore della Repubblica di Castrovillari Angela Continisio, titolare dell’inchiesta che vede indagati l’ex responsabile del settore Lavori pubblici del Comune di Cassano, Rummolo e il direttore dei lavori per la sistemazione del sito disposti dal Consorzio di bonifica dell’Alto Jonio e dal Comune. Il sequestro era stato disposto per l’insabbiamento. Era emerso, infatti, che il quantitativo di sabbia accumulato a seguito dei lavori di pulizia del Canale e pari a circa settemila metri cubi non sarebbe stato smaltito correttamente, ma depositato presso l’alveo del corso d’acqua finendo nuovamente nel fiume e impedendone la navigabilità, con un notevole spreco di risorse pubbliche destinate di volta in volta agli interventi di manutenzione. La triade commissariale, aveva presentato a metà aprile una richiesta di dissequestro agli uffici giudiziari competenti per poter ultimare i lavori di ripascimento del Canale. Richiesta rigettata dai magistrati perché la documentazione relativa all’istanza di dissequestro sarebbe priva di due allegati fondamentali: il documento ricognitivo redatto dal Comune nel dicembre 2018 e la relazione tecnica prodotta dal settore “Lavori pubblici” del Comune a marzo 2018.

I documenti presenterebbero due versioni diverse sul materiale da utilizzare per il ripascimento. Nel primo si menziona «in parte di quello depositato alla foce del Canale per via delle correnti marine, in parte quello presente in cumulo sul lato sud del molo nord generato da spostamenti di sedimenti saltuari e non risolutivi realizzati dal secondo semestre del 2017 a oggi dal Consorzio di bonifica». Nel secondo c’era la presenza «di un cumulo generato negli ultimi mesi a seguito degli eventi metereologici». Una discrepanza nei documenti evidenziata dall’Arpacal e trasmessa al dipartimento Ambiente della Regione che ha indotto gli inquirenti a mantenere il provvedimento di sequestro.