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C100A

C100A si scaglia contro Bagnato: il commissario sta disunendo!

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Il comitato delle 100 associazioni per la fusione di Corigliano Rossano sferzante nei confronti del commissario prefettizio: «Ha disatteso tutti gli obblighi». Da Insiti a «inutili schemi di statuti da offrire a futura memoria della prossima Amministrazione»

 

Non solo una buona parte della politica nostrana. Adesso a scagliarsi contro la commissione prefettizia è il comitato delle 100 associazioni per tutta una serie di motivi. Dalla questione Insiti ai due dei «precisi obblighi» entrambi disattesi, fino alla proposta di statuto da lasciare in eredità ai prossimi governanti.

Il C100A, insomma, non le manda a dire ed anzi, abbastanza duramente bacchetta il commissario Domenico Bagnato insieme ai subcommissari. Rei, secondo il comitato nel quale è nato l’idea di fusione di Corigliano e Rossano, di aver disunito piuttosto che unire.

«Il primo dei due obblighi – spiegano dal comitato – era quello di unire, rispettosamente e al meglio, due grandi comunità-città, provvedendo, nel mentre, a tutti i compiti amministrativi; il secondo di dare ogni possibile attuazione alla legge regionale “Graziano” n.2/2018 sulla nostra fusione, agli atti parlamentari svolti dalla 1a commissione, alle due delibere consiliari approvate dai disciolti comuni, all’appello delle associazioni, in quanto richiamato in quei provvedimenti, essendo che essi, e non altri, quelli che hanno sostanziato la Fusione e, con essa, la poltrona sulla quale sta seduto il signor Commissario, il quale, senza quegli atti d’impulso e senza le Associazioni, se ne sarebbe rimasto nella sua Reggio a farsi leggere il giornale da qualcuno».

Sferzate di non poco conto quelle indirizzate a Bagnato. E siano solo all’inizio perché, secondo il C100A il commissario prefettizio «non ha perso occasione, in questo anno, di contraddire e disattendere quei doveri – si legge nella nota diramata dal comitato – mettendo più volte la comunità-città in difficoltà persino con i dipendenti e con i cittadini. Per non parlare delle tante cose assai discutibili come facili promozioni e assunzioni nonostante i guai messi in campo, prima di tutto nell’affare “Centro Sportivo di Insiti” spuntato anni fa come rivendicazione di fantomatica eredità ed oggi fatta divenire, con qualche aiutino istituzionale costellato di ritardi, omissioni, sparizioni di documenti, mala gestio, un’usurpazione totale di un’Area strategica, prevista dalla Legge come futura sede del Comune Unico».

“Terreno fertile”, insomma, per gli anti fusione i quali a detta del comitato delle 100 associazioni avrebbe «trovato porte aperte finanche nel ritardare opere infrastrutturali come la strada Corigliano-Insiti, finanziata da anni e tuttora nemmeno giunta alla progettazione esecutiva. Quindi, dopo un anno, non si è riusciti ancora ad acquisire un’idea di come arrestare la favola dell’eredità di Pulcinella, cosa che getta un tragicomico discredito sull’intera Amministrazione».

A tutto ciò, come se tutto ciò non bastasse, il C100A evidenzia – nonostante siano sempre meno i giorni di mandato commissariale per Bagnato – «l’invenzione, fuor di legge, un incarico fiduciario “gratuito” a terzi per la redazione di uno “schema di Statuto” della Città, pretermettendo i maggiori protagonisti della Fusione, cioè coloro che da 5 anni si sono battuti per quel Progetto, che hanno vinto quella battaglia e che si stanno preparando ad imminenti libere elezioni a maggio prossimo. Tra i coraggiosi “protagonisti” chiamati a redigere lo Statuto della nostra Città – avanzano dal C100A – una Fondazione inerte dal lontano 2008, poi resuscitata in mano a Geraci e una non meglio nota Scuola di Pubblica Amministrazione presso l’Unical. Quest’ultima campione d’assenza per tutti i 5 lunghi anni del processo della Fusione più importante d’Italia».

Per tutta questa serie di motivi il comitato chiede a «tutte le persone perbene e loro malgrado coinvolte», infine, «di non accettare alcun incarico del genere perché non c’è bisogno di inutili schemi di statuti da offrire a futura memoria della prossima Amministrazione, cui auguriamo assenza di metodiche clientelari e soprattutto di saper guardare avanti nel segno di una cosa pensata e realizzata che è questa grande Città».

Per la serie, quando la pazienza è arrivata a lamiera. E pensare che il comitato più e più volte ha preferito la via del dialogo. Peraltro, i bizantini non sono il vero male del mondo. Vero?

lu. la.