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Savino

Venerdì Santo a Cassano: nuove disposizioni

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Quest’anno il vescovo, evitando polemiche e poco edificanti incontri pubblici, ha affidato le sue disposizioni ad una lettera indirizzati ai fedeli

 

CASSANO – Si avvicina la Pasqua, passando per il periodo della Quaresima. A Cassano per tradizione è particolarmente sentita la processione del Venerdì Santo.

L’anno scorso è accaduto di tutto, anzi, di più.

Il vescovo della diocesi di Cassano, monsignor Francesco Savino, aveva illustrato la volontà di rimodulare la processione nel rispetto di quanto riportato dalle Sacre Scritture. Ma i fedeli si ribellarono, affidando ad un gruppo su facebook #giùlemanidallaprocessione il “dibattito” pubblico. Tutto rimase invariato.

LE NUOVE DISPOSIZIONI – Il vescovo Savino, conoscendo il suo gregge, ha affidato le sue volontà ad una lettera, nella quale si legge ad un certo punto: «Convinti che l’attenzione di tutti sia da rivolgere al Triduo Pasquale, riteniamo che ogni devozione, da noi conservata come eredi di antiche tradizioni, debba essere valorizzata riconoscendone il significato intrinseco che attinge alla Sacra Liturgia. Auspichiamo che voi tutti. Popolo di Dio, con una fede sempre più consapevole nell’Unico Maestro che guida la nostra esistenza, partecipiate alla Liturgia del Venerdì Santo che sarà celebrata alle ore 15. La processione del “Venerdì Santo”, a partire dalle ore 17:30, costituirà una vera “Via Crucis” e un’adorazione della Croce che, partendo dall’altare, si dispiegherà nella città, coinvolgendo tutti gli abitanti».

Non cambia soltanto l’orario, cambiano le disposizioni, cambiano le tradizioni.

Questa volta il vescovo, evitando polemiche e poco edificanti incontri pubblici, ha affidato le sue disposizioni ad una lettera indirizzati ai fedeli.

battienti

LA TRADIZIONE – Il Venerdì Santo a Cassano è per tradizione uno dei momenti più significativi dei riti della Settimana Santa. Una solenne processione, molto antica, porta per le strade del paese, dalle nove del mattino alle sette di sera, la passione, la morte e la Resurrezione di Cristo. In corteo sfilano le “varette”, statue di cartapesta che rappresentano il mistero di Cristo legato alla colonna, coronato di spine, che prega nell’orto, deposto dalla croce, morto nella bara, asciugato dalla Veronica, Pilato, Giuda, la Maddalena, e i “disciplin”, incappucciati per voto, spesso scalzi che si battono con catene e corde, per penitenza, per tutta la durata della processione. Si percuotono ininterrottamente gli omeri e il petto con flagelli di ferro battuto a cinque lingue (discipline, da cui, appunto, prende il nome). Alla sacra rappresentazione partecipano anche i cantori delle passioni, spesso donne che con voce struggente piangono con la Madonna la morte del figlio, le addoloratine, bambine che vestono la divisa dell’Addolorata e i fedeli in corteo per tutto il tempo. Sacra rappresentazione e rito penitenziale insieme, la processione dei Misteri concretizza atti e comportamenti radicati nella cultura mediterranea e rappresenta una tradizione popolare antichissima capace di attirare una folla immensa di fedeli.