Qui CoriglianoRossano
Tribunale di Cosenza Registro Stampa n. 3/2019 Direttore Responsabile Simona Gambaro
P.IVA 03005460781

Amministrative, la grande bagarre dei candidati a sindaco

5146

Da Graziano a Promenzio, da Stasi a Caputo e Geraci, da Turano a Madeo e Mascaro. Non manca nessuno. Una pletora di candidati anche al consiglio comunale

 

Candidato a sindaco cercasi. Sembrano ben visibili agli occhi di tutti, agli ingressi di Corigliano Rossano, slogan simili in vista delle prossime elezioni comunali, che lo ricordiamo, saranno le prime della storia della città “unica”. E, ci sarà da scommettere, in molti, moltissimi vorranno salire sul carro dei “vincitori”.

Vanteremo una pletora infinita di candidati al consiglio comunale – l’ultima volta a Rossano, nel 2016 erano “appena” in 500 ed a Corigliano nel 2013 su per giù – e perché no, intorno ad una decina di candidati a sindaco. Non poca roba per una città da 80mila abitanti.

Fra questi ci saranno, ovviamente, coloro i quali si candideranno senza alcuna velleità, speranzosi di ottenere solo un posto al sole, da consigliere comunale. Un “giochetto” che in passato, qualche “soddisfazione” a qualcuno l’ha regalata.

Ma ci saranno anche gli ipergiovani. Su tutti – vista l’esperienza – Flavio Stasi, in campagna elettorale da una vita, che si presenterà alla città nelle sue vesti di candidato a sindaco, al centro d’eccellenza a Corigliano, domani pomeriggio alle 17. A fianco a lui un “volpone” della politica locale ma che non ne vuole sapere di candidarsi, nemmeno da consigliere comunale: Tonino Caracciolo. Fra lui e Stasi, in passato, a dirla tutta, non è mai “intercorsa” una grande stima, peraltro infarcita da espressioni anche colorite sbandierate apertamente in pubblico dai due, pure sui palchi in campagna elettorale. Ma si sa, la politica in certi casi fa miracoli. Movimentista ormai celebre, Stasi ha già gareggiato per la poltrona di sindaco nel 2016 a Rossano, piazzandosi alle spalle di Mascaro e Rapani, poi finiti al ballottaggio.

A proposito dei due. Di Stefano Mascaro si dice che voglia candidarsi nuovamente. Una mossa che gli analisti della politica locale danno per scontatissima, sin dalla sua “caduta” per “colpa” della fusione. Un processo mai sostenuto, peraltro.

Quanto ad Ernesto Rapani, che rappresenta con Fratelli d’Italia il primo “partito” a Rossano, ad oggi non sembra aver assunto alcuna decisione. Ha incontrato tutti, parlato con tutti ma ancora non ne vuol sapere di “schierarsi”, concentratissimo com’è sulle prossime elezioni regionali.

Al contrario di un altro esponente del centrodestra cittadino, l’ex sindaco Giuseppe Antoniotti, il quale proprio ieri ha dato notizia di aver deciso di sostenere in modo programmatico un’ampia coalizione civica con a capo Giuseppe Graziano quale candidato a sindaco. Ovvero il suo ex carnefice nel 2015, come si ricorderà.

Sempre a destra, si mormora che possa scendere in campo anche Giuseppe Caputo che in taluni ambienti spinge anche per Orazio Longo. Per non farci mancare proprio nulla a destra, voci di corridoio mormorano anche di una ri-candidatura di Giuseppe Geraci, uno che vorrebbe mettersi a capo del popolo antifusione per spuntarla. Geraci, com’è noto, è sempre stato contro la fusione delle due città ed insieme al Movimento Cinque Stelle coriglianese ha condotto un’aspra campagna elettorale contraria, a “colpi” di ricorsi e fantascientifici appelli puntualmente rispediti al mittente.

E torniamo agli ipergiovani. Per il M5S candiderà il 33enne Claudio Fiorentino, che l’ha spuntata alle “comunarie”. E poi bisogna ascrivere quale aspirante sindaco, anche Francesco Madeo. «Non vedo grandi alternative al vecchiume, ed allora perché non farlo?», ha detto a proposito di una sua corsa a sindaco. Peccato si spenda più per ingenerare confusione e ostacolare la fusione che ad essere propositivo.

Giovane, ma certamente meno “iper”, sarà il candidato delle “lampadine”, il gruppo di ex consiglieri comunali delle due città costituitosi qualche mese fa. Rampante e intrepido avvocato, a spuntarla alla fine dovrebbe essere Giuseppe Turano, con un altro principe del foro che incalza, Aldo Zagarese, nonostante ci sia già chi mormora che questa coalizione si scioglierà come neve al sole.

Nel gioco della democrazia e delle parti, tuttavia, può starci anche – come dice Madeo – che il troppo vecchio debba essere rottamato, ma può capitare anche che il troppo giovane sia ancora, e per il momento, inutile. No?

Tra i più grandi, ma ben prima della fascia “ultra” come Caputo e Geraci – e l’architetto Mario Gallina, antifusionista eccellente che potrebbe incarnare le velleità dello sparuto gruppetto delle sinistre radicali –, infine, da annoverare vi sono Gino Promenzio e Giuseppe Graziano. Il primo illustre ortopedico di fama internazionale, mezzo sangue, capo di una vasta coalizione civica dal sapore popolare; il secondo generale dei carabinieri, promotore da consigliere regionale della legge sulla fusione di Corigliano e Rossano poi approvata in Consiglio regionale.

Fra i soliti analisti, qualcuno mormora che possano essere proprio loro due a “giocarsela” a meno di clamorose sorprese.

Tutti e due, dunque, si sono conquistati il diritto a candidarsi nella “grande battaglia” per la fusione: Promenzio nelle case della gente anche durante la campagna referendaria, Graziano battendosi come un leone nelle aule del Consiglio regionale.

lu. la.